La memoria tra spazio collettivo e indagine personale. Dialogo sulla fotografia tra Giovanna Gammarota e Francesca Loprieno. 9a Immagini Contemporanee

© Francesca Loprieno. Oltre le cose

Il format Immagini Contemporanee, ideato da Punto di Svista, continua il suo percorso nell’ambito di Obiettivo Donna 2014. Il concept rimane invariato e intende ampliare la riflessione sulla fotografia contemporanea attraverso il dialogo tra due autori, i quali sono chiamati a intervenire in merito alle immagini presentate dal loro interlocutore. Tale meccanismo intende spostare la discussione sulla fotografia di oggi dall’autoreferenzialità dell’autopromozione autoriale verso il libero e approfondito scambio di idee e opinioni tra fotografi, addetti ai lavori e pubblico.

© Giovanna Gammarota. A piccoli passi

A confrontarsi (venerdì 14 marzo 2014, ore 18.30) saranno, in questa occasione, due fotografe rappresentanti di modalità espressive apparentemente diverse: Giovanna Gammarota e Francesca Loprieno. Mentre Giovanna Gammarota sembra privilegiare una riflessione visuale legata a questioni storiche, sociali e letterarie, Francesca Loprieno appare maggiormente concentrata a sviluppare un discorso creativo più personale e soggettivo. Le due fotografe in verità, dal punto di vista concettuale, sono molto più vicine di quanto si possa immaginare, soprattutto per quel che riguarda un approccio interiore, di tipo filosofico, all’arte della fotografia.

Durante l’incontro, accompagnato dalla visione dei lavori, Giovanna Gammarota e Francesca Loprieno dialogheranno e analizzeranno i loro rispettivi territori artistici e si confronteranno con il pubblico presente. Modera e introduce l’incontro la fotografa, nonché direttore responsabile di Punto di Svista – Arti Visive in Italia, Orith Youdovich.


BIO

Francesca Loprieno vive e lavora tra Bari e Roma. Affianca all’attività di fotografa frequenti collaborazioni sia in ambito teatrale che nel settore della comunicazione video artistica. Si laurea presso le Accademie di Belle Arti di Foggia e di Roma. Conduce a Parigi nel 2010 una ricerca foto-videografica presso L’ENSAD (École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs) sui problemi dell’immigrazione nelle banlieues parigine. Il suo progetto soi même partout viene selezionato per l’esposizione nel Museo della Storia e dell’Immigrazione di Parigi. Nel 2012 frequenta un corso intensivo di fotografia e arte contemporanea presso L’Universitè Vincennes – Saint-Denis (Paris8) di Parigi. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive e personali in gallerie ed istituzioni di varie città d’Italia rivelando, attraverso un uso originale dei linguaggi fotografici e della video arte, una particolare attenzione alle problematiche inerenti il passaggio epocale tra modernità e postmodernità, con riferimenti teorici legati alle riflessioni di filosofi quali Zygmunt Bauman, Marc Augé, Jean Baudrillard, Jean-Luc Nancy, Georges Perec. Nel 2011 ha esposto un suo lavoro alla Biennale di Venezia (Padiglione Italia) intitolato Identi-kit.

Giovanna Gammarota vive e lavora a Milano. Il percorso di Giovanna Gammarota attinge dalla letteratura e dal cinema: linguaggi che l’hanno sempre ispirata. La prosa di Carver, il cinema di Wenders, le immagini di Walker Evans, i dipinti ambientati di Hopper e, successivamente, le lotte partigiane di Fenoglio, il cinema di Pasolini, l’avvicinamento a luoghi della memoria come il campo di concentramento di Auschwitz, formano il naturale contenitore all’interno del quale il suo lavoro si orienterà assumendo sempre più una identità volta a rappresentare il paesaggio con l’intento di ridefinire il rapporto uomo/luogo/memoria. Principali esposizioni: Sopraluoghi in Lucania. Sulle tracce del “Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini, personale, Carpi; Milano; Roma; Rivello; Matera. The place of inspiration, collettiva – New York. Still aLive, collettiva – Milano. Correlazioni, collettiva – Roma. Pubblicazioni: Sopraluoghi in Lucania. Sulle tracce del “Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini, CMC, Milano. A piccoli passi. Un treno per Auschwitz, Provincia di Milano. Still aLive, Skirà, Milano.

Orith Youdovich vive e lavora tra Roma e Tel Aviv. Fotografa e curatrice, si è diplomata in Fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma (ISF, 1992). Da diversi anni ha abbandonato il reportage sociale per dedicarsi alla fotografia di tipo concettuale e da allora dirige il proprio sguardo creativo sul mondo in un continuo processo di analisi del rapporto tra sguardo soggettivo e paesaggio. Svolge inoltre un’attività di ricerca artistica basata sulla connessione tra fotografia e cinema. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive e ha curato esposizioni di fotografi e artisti italiani e israeliani. È co-autrice del libro Cosa devo guardare – Riflessioni critiche e fotografiche sui paesaggi di Michelangelo Antonioni (Postcart, 2012) e curatrice del volume Fotografia Israeliana Contemporanea (FPM, 2005). Ha co-fondato l’Associazione Culturale Punto di Svista nell’ambito della quale svolge attività legate alla divulgazione della cultura fotografica e al rapporto tra la fotografia e le altre arti. Dal 2000 è capo redattore della testata giornalistica CultFrame – Arti Visive e dal 2009 direttore responsabile di Punto di Svista – Arti Visive in Italia.

© Punto di Svista 03/2014

INFORMAZIONI
IMMAGINI CONTEMPORANEE. La memoria tra spazio collettivo e indagine personale / A cura di PUNTO DI SVISTA
Autrici: Giovanna Gammarota e Francesca Loprieno
Moderatice: Orith Youdovich
Nell’ambito di Obbiettivo Donna 2014
Venerdì 14 marzo 2014, ore 18.30
Officine Fotografiche, Via G. Libetta 1, Roma
Info:  Tel: 065125019 / info@obbiettivodonna.org  / info@puntodisvista.net

LINK
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