Correlazioni. Dialoghi visuali sul tema del paesaggio. Samuele Bianchi, Alfredo Covino, Pietro D’Agostino, Giovanna Gammarota, Orith Youdovich. Mostra a cura di Punto di Svista

Percorsi imprevedibili, riflessioni intrecciate, pensieri concordanti che si inseguono, sensibilità opposte che si incontrano, idee che si nutrono di altre idee, sguardi che tentano di identificare l’altro, diversità che non si rifiutano. Parlare, studiare, vedere, annotare mentalmente considerazioni e intuizioni, abbandonarsi agli abissi soggettivi degli interlocutori, percepire risonanze nascoste ma potenti, rintracciare una possibile apertura grazie all’ascolto.
Tutto ciò è stato (e continua a essere) il Ritiro di Studi sulla Fotografia di Prato, appuntamento annuale che si svolge sotto l’egida di Punto di Svista e nell’ambito del quale, di volta in volta, si sono confrontati fotografi, critici e curatori, in una sorta di territorio anarchico che considera la fotografia non solo una “questione dello sguardo” ma anche “luogo mentale” che vive artisticamente grazie allo “scandalo intollerabile” (per i tempi attuali) della condivisione.

Samuele Bianchi, Alfredo Covino, Pietro D’Agostino, Giovanna Gammarota e Orith Youdovich hanno coltivato il loro intenso rapporto all’interno di questa esperienza collettiva, di questo articolato filtro umano caratterizzato da connessioni che negli anni non si sono mai dissolte. I cinque autori hanno affrontato insieme un lavorìo denso e aperto, sincero e rigoroso che li ha portati, in modo del tutto naturale, a convergere verso un punto di passaggio che appariva ormai inevitabile. La mostra Correlazioni rappresenta, in tal senso, il raggiungimento di un obiettivo comune che però non vuole essere un traguardo ma solo il trampolino di lancio verso una rinnovata esperienza interpersonale. La sostanza di questa iniziativa espositiva non si esaurisce, dunque, nella sua realizzazione concreta quanto piuttosto nell’ulteriore spinta alla ricerca, che i fotografi considerano fondamentale impulso per il loro futuro percorso individuale.

Correlazioni è un dialogo visuale/filosofico sul tema del paesaggio, argomento che nel tempo ha consentito agli autori di stabilire un legame sviluppatosi poi naturalmente nelle loro rispettive opere. Bianchi, Covino, D’Agostino, Gammarota e Youdovich hanno lavorato su un concetto che tutti cercavano autonomamente e che si è palesato ai loro occhi nell’atto, quasi performativo (e certamente psicologico), della riflessione condivisa: il paesaggio inteso come “luogo della mente” e non come mera raffigurazione di una realtà fine a se stessa. E ancora: l’estetica non legata in maniera rigida alla “bellezza” quanto piuttosto al “sentimento della percezione” e alla dimensione delle “infinite possibilità creative” del fare fotografia.

Alla luce di quanto affermato, l’azione fisica della luce, la casualità misteriosa dello sguardo, lo spazio privato dall’angoscia castrante del senso, la distruzione liberatoria del “matrimonio asfittico? tra sguardo e realtà, la certezza della relazione tra fotografia e altre forme espressive (visive e non) sono stati i fattori sui quali i fotografi hanno costruito il loro dialogo interiore che è poi divenuto complesso labirinto di rimandi e concetti organizzati fotograficamente, appunto. E tale dialogo, oltretutto, ha tratto una sua vitale (e antica) forza poetica dalla pratica costante e spontanea (che continua ancora oggi) della corrispondenza telematica non incentrata sulle parole ma sulle immagini. Invii reciproci di paesaggi, scatti, luoghi: una rete di “possibilità”, senza demiurghi e guide, che si è fatta da sola e che ha alimentato i processi creativi dei singoli nonché la sostanza filosofica della loro pratica creativa.

La scelta di esporre alla Galleria Gallerati di Roma è dovuta proprio al fondamento stesso del progetto espositivo, cioè la volontà di collaborare nell’ambito di un’iniziativa i cui scopi culturali e artistici sono profondamente condivisi da tutte le realtà in campo: autori, curatori, gallerista. Il rispetto tra i soggetti in questione va di pari passo con l’interesse e la stima per il lavoro svolto dalla galleria nella promozione della fotografia contemporanea e dell’arte in generale. Pur se giovane, Galleria Gallerati si è chiaramente distinta per una costante sensibilità nei confronti della fotografia e degli autori che vi hanno esposto: grazie a mostre che hanno dato spazio e adeguata divulgazione a un ramo dell’arte contemporanea ancora solo parzialmente riconosciuto dalla mentalità del pubblico nel suo status di autonomo medium artistico.
Ecco dunque che, all’interno di questa spinta collaborativa, tre curatori decidono di unirsi e di lavorare a stretto contatto. L’esperienza del singolo si mette in gioco per dare e ricevere, per crescere confrontandosi con altre figure che sulla curatela hanno impostato la propria ricerca e il proprio lavoro.

© Maurizio G. De Bonis, Carlo Gallerati, Valentina Trisolino / Punto di Svista 03/2011

INFORMAZIONI

Correlazioni / Mostra ideata da Punto di Svista
A cura di Maurizio G. De Bonis, Carlo Gallerati e Valentina Trisolino
Da 4 marzo all’8 aprile 2011 / INAUGURAZIONE: venerdì, 4 marzo, ore 19.00
Galleria Gallerati / Via Apuania 55, Roma / telefono: 06.44258243
Orario: lunedì – venerdì 17.00 – 19.00 / sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento

Ufficio stampa:
Galleria Gallerati (info@galleriagallerati.it)
Punto di Svista (puntodisvista@gmail.com)
Valentina Trisolino (valentina.trisolino@gmail.com)

LINK
Il video di Pietro D’Agostino in mostra