3° Ritiro di Studio sulla Fotografia di Prato. A cura di Punto di Svista

chris_marker-la_jeteeEssenza, rigore, rispetto dell’altro, possono apparire come una nuova trinità teologica ed invece sono state le semplici e coerenti costanti del terzo incontro di studi di Prato, promosso da Punto di Svista dal 27 al 30 maggio 2010. Per non creare pregiudizi da catechesi non sono mancati convivialità e buonumore conditi con l’ospitalità e le pietanze dell’agriturismo San Giorgio che ci ha ospitato nelle colline affacciate sulla cittadina toscana. L’incontro si è svolto con il naturale accavallarsi di interventi e discussioni in cui ognuno ha dato il suo apporto, sia nella proposizione di argomenti sia nell’analisi degli stessi.

pietro_d_agostino-prato_2010Investigare attorno alle dinamiche dello spazio-tempo e cercare di analizzare le posizioni da cui lanciare degli sguardi che ne possano cogliere, non dico l’essenza, ma un’eco da esperire, è stata una delle riflessioni che ha fatto da sottofondo a tutti gli interventi come se vi fosse una necessità, un’urgenza corale da indagare. La concentrazione nell’individuare le risonanze tra cinema. fotografia e poesia attraverso gli sguardi di Michelangelo Antonioni o Gus Van Sant (ma anche di Robert Altman e Chris Marker), di Joel Sternfeld o di Luisa Lambri, o tra le righe di un testo poetico di Wisława Szymborska, solo per citare alcuni autori e ambiti presi in considerazione, poi elaborare le tracce, indicate da chi le proponeva come spunto e sviluppare una discussione aperta e senza pregiudizi. Inoltrarsi nei meandri del ricordo e della memoria e verificare che immobilizzarli nella rappresentazione dei luoghi, dell’è stato, vuol dire perderli, mentre rielaborarli all’interno della nostra individualità collettiva è portarli sempre con sé, resuscitandoli ad ogni richiamo.

giovanna_gammarota-prato_2010Un’attenzione tutta particolare alla presentazione degli ultimi lavori e ricerche dei presenti all’incontro che qui di seguito voglio citare Samuele Bianchi, Alfredo Covino, Maurizio G. De Bonis, Giovanna Gammarota, Claudia Romiti, Orith Youdovich ed il sottoscritto (Pietro D’Agostino), e rendersi conto che questa  esperienza di approfondimento della materia che ci appassiona sia significativa per la nostra crescita umana, professionale e artistica. Tutti abbiamo dato il nostro contributo e tutti abbiamo ricevuto qualcosa dagli altri, sembra una pazzia in un ambiente dove regna sovrana un’iperindividualità sempre più attenta ai propri tornaconti personali che all’esperienza in sé. Queste mie iniziali impressioni mettono in evidenza sicuramente le parti più significative per qualità e contenuti ma c’è stato molto altro. Si è dialogato e dibattuto su argomenti, notizie, pratiche e conoscenze individuali che in apparenza sembravano non avessero niente a che fare in un incontro come questo, ma che invece sono entrate a far parte della pratica collettiva dando impulsi diversificati e andando a colmare inaspettatamente dei vuoti o delle lacune che magari con argomenti circostanziati non si era riusciti ad approfondire.

Devo dire in tutta sincerità, avendo partecipato a tutti e tre gli incontri, che quest’ultimo mi è sembrato armonico, vuoi per il numero ridotto dei cercatori, così mi piace definirci, in confronto alle due edizioni precedenti, ma soprattutto per una maggiore convergenza ed attenzione a degli argomenti specifici che senza ripetermi ho già descritto in precedenza. Come dire, il lavorìo auspicato sin dal primo incontro sta dando dei primissimi risultati. Proprio per questo scorrere così semplice e delineato si è argomentato se è il caso di mantenere questo numero di partecipanti anche per la prossima edizione; la mia opinione è stata quella di non chiudersi proprio per dare ulteriore vitalità ad un processo che fa della diversità uno dei suoi punti di forza, pur rimanendo sempre attenti alle effettive necessità di chi voglia farne parte. E voglio aggiungere, per maggiore chiarezza su questo argomento, che lo spirito di fondo di questi incontri di studio di Prato è la pratica della ricerca e dell’esperienza, senza ingabbiare o delimitare il percorso di chi vi partecipa.

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© Punto di Svista 06/2010


I PARTECIPANTI  al ritiro di studio sulla fotografia di Prato (maggio 2010)

Samuele Bianchi / Alfredo Covino / Pietro D’Agostino / Maurizio G. De Bonis /  Giovanna Gammarota / Claudia Romiti / Orith Youdovich

I FOTOGRAFI di cui si è discusso durante il ritiro
Joel Sternfeld
Ed Ruscha
Luisa Lambri
Sharon Yaari

I FILM visionati e analizzati
Gerry di Gus Van Sant
Tre donne di Robert Altman
La jetée di Chris Marker
Hiroshima Mon Amour di Alain Resnais
L’homme sans occident di Raymond Depardon
Toute la mémoire du monde di Alain Resnais
Sequenze di film di Michelangelo  Antonioni: L’eclisse, Il Deserto Rosso, Il Grido, L’Avventura
Sequenza del film Follie d’amore di Robert Altman

IMMAGINI NEL TESTO
1 Frame dal film La jetée di Chris Marker proposto da Maurizio G. De Bonis
2 © Pietro D’Agostino
3 © Giovanna Gammarota
4 © Samuele Bianchi (still da video)
5 © Alfredo Covino
6 © Orith Youdovich