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	<title>Punto di Svista - Arti Visive in Italia &#187; cinema</title>
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		<title>A.C.A.B. &#8211; All Cops Are Bastards. Un film di Stefano Sollima</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Pagliacci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2012/01/stefano_sollima-acab.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3301" title="stefano_sollima-acab" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2012/01/stefano_sollima-acab-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Li vediamo sulle prime pagine dei giornali all’indomani di quelle manifestazioni politiche o di quelle tragiche domeniche allo stadio in cui “ci scappa il morto” (o quantomeno il ferito). In alcuni casi sono loro a rimetterci la pelle. Casco, scudo trasparente e manganello alla mano, i poliziotti della celere hanno il compito di tutelare l’ordine pubblico. È lo Stato che li “autorizza a picchiare”.<br />
Ma qual è la realtà che si cela dietro a quegli scudi schierati a testuggine addosso ai quali rimbalzano gli sputi e gli insulti dei civili? Stefano Sollima (figlio di Sergio, uno dei padri del poliziesco all’italiana degli anni Settanta) ce la mostra con una regia incalzante, tallonando un gruppo di celerini uniti da uno spirito cameratesco e da un’etica tutta personale che li porta a picchiare duro anche per farsi giustizia da soli. Ci presenta lo squallore delle periferie da cui provengono e l’aberrante convinzione dei nostri di poterle ripulire a modo loro. Ci proietta nella lotta giornaliera per sopravvivere con 1400 euro al mese al rischio della vita, affondando nelle piccole e grandi miserie quotidiane di Cobra (Pierfrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco Giallini).</p>
<p>A.C.A.B. è l’acronimo per <em>All Cops Are Bastards</em> (i poliziotti sono tutti bastardi). È un’espressione coniata dagli skinhead inglesi nei primi anni Ottanta e adottata oggi da ultrà e gruppi di estrema destra per manifestare la loro posizione antagonista che, in cortocircuito con i loro stessi presupposti culturali, si spinge senza differenze tanto contro l’illegalità quanto contro le forze dell’ordine, ed è anche il titolo del libro-inchiesta del giornalista di Repubblica Carlo Bonini da cui il film è tratto. È il racconto di cosa succede durante gli scontri di piazza e gli sgomberi dal punto di vista di chi dovrebbe garantire la sicurezza e troppo spesso, come è avvenuto in molti recenti fatti di cronaca che il film stesso rievoca, si arroga il diritto di farlo secondo direttive del tutto personali.</p>
<p>Come in <em>Romanzo Criminale</em>, da cui il film ha ereditato oltre che il regista anche i tre ottimi sceneggiatori, Daniele Cesarano, Barbara Petronio e Leonardo Valenti, i protagonisti sono dei violenti dei quali viene mostrato il lato umano e le disillusioni e le solitudini che li conducono ad azioni estreme. Da ciò non consegue necessariamente, però, che siamo di fronte a un’apologia della violenza: al contrario, questa viene sviscerata e raccontata in tutta la sua efferatezza. Quel che si può riscontrare, inserendoci nel dibattito di chi ha voluto leggere nel film un eccesso di giustificazionismo, è la scelta di un tono inequivocabilmente epico ed emotivo, che intrecciandosi al montaggio adrenalinico e a certi intensi commenti musicali favorisce un forte coinvolgimento del pubblico. E se è essenziale che chi scrive e chi dirige un film si ponga la questione dei diversi livelli di lettura che potrebbero accompagnare un’immedesimazione molto spinta, è anche vero che il cinema è fatto soprattutto di questo meccanismo. Tanto più che il ritratto di Cobra, Negro e Mazinga, che nella loro brutalità mandano in fumo qualsiasi speranza di riscatto, è in sostanza un ritratto triste, e la loro non è descritta come una posizione desiderabile. La loro stessa identità di reduci dai fatti della Diaz al G8 di Genova, e la loro manifesta convinzione che se le cose lì fossero andate diversamente oggi l’Italia sarebbe un paese migliore (perché loro sarebbero più liberi di menare il manganello), sono raccontate con tutto il grottesco che si trascinano dietro. I reali fatti di cronaca, come l’uccisione del tifoso Sandri e quella del celerino Raciti, non sono ricostruiti, ma inseriti nella narrazione attraverso spezzoni originali di telegiornale.<br />
Scattando veloce dai campi lunghi ai dettagli, Sollima traccia lo spaccato di una società in cui la disuguaglianza e le ingiustizie generano violenza in un clima di guerra civile quotidiana. Il risultato è un film di genere dallo spiccato potere tensivo, che allo stesso tempo riproduce dinamiche del tutto plausibili. A favorirne la riuscita, la recitazione credibile del cast in cui spiccano Favino e Giallini, anche se stona l’evoluzione del personaggio del Negro, protagonista di un monologo-piazzata di fronte a Montecitorio che se non è naïf sfocia perlomeno in una incongruente situazione surreale.</p>
<p>“I poliziotti &#8211; diceva Pasolini – sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano”. Lo scrittore si era schierato con loro dopo gli scontri provocati dagli studenti borghesi di Valle Giulia. Oggi quegli scontri sono una guerra tra poveri, e al posto dei borghesi ci sono per lo più i tifosi che sfogano con la violenza disagi e frustrazioni, gli immigrati che occupano le case, gli zingari, le prostitute e nel migliore dei casi giovani precari senza futuro. E poi ci sono i Giuliani, i Cucchi e gli Aldrovandi. Chissà con chi si schiererebbe, oggi, Pasolini.</p>
<p>© Punto di Svista 01/2011</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="blubold">TRAMA</span><br />
Cobra, Negro e Mazinga sono tre celerini legati da un sodalizio profondo che li porta ad aiutarsi e coprirsi l’un l’altro in ogni circostanza. Li accomuna il disagio della periferia romana, da cui provengono, e la propensione a sfogarlo con la violenza che esercitano ora per conto dello Stato ora in forma di rappresaglie private. Nel loro reparto subentra la “spina” Adriano, che pur condividendo gli stessi malesseri socio-economici dei colleghi sceglie di rimanere fedele al suo ideale di esercitare un lavoro onesto.</p>
<p><object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XSXy30lqvtw?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/XSXy30lqvtw?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><span class="blubold"><br />CREDITI</span><br />
Titolo: A.C.A.B. – All Cops Are Bastards / Regia: Stefano Sollima / Sceneggiatura: Daniele Cesarano, Barbara Petronio, Leonardo Valenti / Soggetto: Carlo Bonini / Fotografia: Paolo Carnera / Montaggio: Patrizio Marone / Scenografia: Paola Comencini / Montaggio del suono: Gilberto Martinelli / Interpreti: Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Filippo Nigro, Domenico Diele, Andrea Sartoretti, Roberta Spagnuolo, Eugenio Mastrandrea, Eradis Josende Oberto / Produzione: Cattleya in collaborazione con Rai Cinema / Distribuzione: 01 Distribution / Italia, 2011 / Durata: 112 minuti</p>
<p><span class="blubold">LINK</span><br />
<a href="http://www.imdb.it/name/nm1356588/" target="_blank">Fimografia di Stefano Sollima</a><br />
<a href="http://www.01distribution.it/" target="_blank">01 Distribution</a></p>
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		<title>L’industriale. Un film di Giuliano Montaldo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Carolina Crescentini]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Panella]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Montaldo]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2012/01/giuliano_montaldo-industriale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3262" title="giuliano_montaldo-industriale" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2012/01/giuliano_montaldo-industriale-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Del nuovo film di Giuliano Montaldo restano impresse in modo particolare la prima e l’ultima sequenza: la prima colpisce per la fredda nettezza della fotografia di Arnaldo Catinari, che neutralizza quasi tutti i colori, e per la classica potenza della colonna sonora di Andrea Morricone (figlio d’arte), che accompagnano tutto il film e rappresentano alcune delle sue qualità più evidenti, richiamandosi a quel certo genere di<em> noir</em> “civile” che in Italia venne praticato soprattutto negli anni ’70; le ultime scene della pellicola sembrano invece rimandare a <em>La règle du jeu </em>(1939) di Jean Renoir, con i due protagonisti che si affrontano raggelati nel parco di una villa dove è in corso una festa che si rivela atroce&#8230; così è la regola del gioco, in una società senza scrupoli.<br />
In mezzo a questi due momenti, costruiti in modo diverso ma con eguale efficacia visiva e  drammaturgica, il film mette in scena soprattutto il tempo ciclico in cui si dibatte senza via d’uscita il suo personaggio principale, l’industriale Nicola Ranieri interpretato da Pierfancesco Favino: la sua vita è fatta di una ripetizione di abitudini quotidiane, come le serie di vasche in piscina, il lavoro in fabbrica e le cene con la bella moglie (Carolina Crescentini) nella loro villa in collina o in ristoranti esclusivi, location ben individuate nella Torino “benestante”.<br />
Nicola si trova però sempre più stritolato da una corsa contro il tempo che gli impone nuove spiacevoli consuetudini, come quella di cercare finanziatori che gli evitino di chiudere la fabbrica ereditata dal padre: il protagonista de <em>L’industriale</em> è infatti un uomo sotto pressione, che lotta per salvarsi dalla crisi che minaccia la sua azienda e la sua posizione, logorando anche la relazione con la moglie e la suocera straordinariamente facoltosa, cinica e calcolatrice.</p>
<p>La finanziarizzazione dell’economia e il rinnovarsi dell’alleanza tra vecchi proprietari e nuovi banchieri sono temi ben ritratti sullo sfondo del film, attualizzando le riflessioni già contenute nel <em>Manifesto del partito Comunista</em> (1848) di Marx ed Engels secondo cui nella società borghese “coloro che lavorano, non guadagnano, e quelli che guadagnano, non lavorano” (e a Torino ne sanno qualcosa&#8230;). Montaldo ha però scelto di tenere in primo piano la vicenda privata del protagonista, a cui lo spettatore è portato sin dalle prime immagini della pellicola a concedere credito, in quanto portavoce di una visione etica e generosa del suo ruolo di proprietario industriale.<br />
Invece, nel corso del film, il personaggio mostra crescenti fragilità e ambiguità, rivelandosi assai simile al protagonista di <em>Una bella grinta</em> (1964). In quel caso era Renato Salvatori a essersi indebitato ben oltre le sue possibilità per costruirsi quella “fabbrichetta” che nell’Italia del boom economico sembrava l’unica possibilità di arrampicarsi sui gradini più alti della scala sociale. I protagonisti del secondo e del più recente lungometraggio dell’autore genovese sono due figure figlie delle rispettive epoche, ma sono fortemente accomunate da una forma di possesso per il proprio, che si incarna anche nella gelosia più acuta per le rispettive compagne: in entrambe le storie è il rapporto con la moglie che porta a una svolta drammatica finale.</p>
<p>Può dispiacere che ne <em>L’industriale</em> il tema del lavoro, inizialmente centrale, diventi nella seconda parte solo uno sfondo. Si poteva forse esigere da Montaldo uno sforzo ulteriore e un ritratto dell’attuale crisi economica (e politica!) meno incentrato su di un solo personaggio. Invece, un regista ottuagenario e senz’altro coraggioso, che ha la possibilità di lavorare con un gruppo di collaboratori di cui fanno parte anche la moglie e la figlia, oltre a numerosi professionisti di prim’ordine, ha firmato un’opera le cui ragioni ultime sembrano essere per lo più interne a una sua visione del cinema di genere e, come si è detto, del cinema che lui stesso ha già realizzato in passato.</p>
<p>© Punto di Svista 01/2012<br />
<span class="blubold">TRAMA</span><br />
Non è facile per Nicola tirar fuori da una crisi sempre più grave le Officine Meccaniche Ranieri che ha ereditato dal padre, puntando negli ultimi anni sul fotovoltaico. L’unica via per evitare il fallimento sembra essere quella di accettare l’aiuto economico della moglie e della ricca suocera, ma Nicola Ranieri tenta con orgoglio di trovare un’altra soluzione, cercando il credito finanziario necessario per salvare la fabbrica e il lavoro dei suoi operai.</p>
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<span class="blubold"><br />
CREDITI</span><br />
Titolo: L’industriale / Regia: Giuliano Montaldo / Sceneggiatura: Giuliano Montaldo, Andrea Purgatori da un soggetto di Giuliano Montaldo e Vera Pescarolo Montaldo / Fotografia: Arnaldo Catinari / Musica: Andrea Morricone / Scenografia: Francesco Frigeri / Montaggio: Consuelo Catucci / Costumi: Elisabetta Montaldo / Interpreti: Pierfrancesco Favino, Carolina Crescentini, Eduard Gabia, Francesco Scianna, Elena Di Cioccio, Gianni Bissaca / Produzione: Bibi Film con Rai Cinema / Distribuzione: 01 Distribution / Paese: Italia, 2011 / Durata: 94 minuti</p>
<p><span class="blubold">LINK</span><br />
<a href="http://www.cultframe.com/2011/02/giuliano-montaldo-dirige-%E2%80%9Cl%E2%80%99industriale%E2%80%9D-favino-con-carolina-crescentini/" target="_blank">CULTFRAME. L&#8217;anticipazione dal set del film L&#8217;industriale di Giuliano Montaldo</a><br />
<a href="http://www.imdb.it/name/nm0598855/" target="_blank">Filmografia di Giuliano Montaldo</a><br />
<a href="http://www.01distribution.it/" target="_blank"> 01 Distribution</a></p>
<p>&nbsp;</p>


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		<title>Vittorio De Seta. Diari di un Maestro di Cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 20:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Punto di Svista</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si inaugura sabato 14 gennaio 2012 Vittorio De Seta. Diari di un Maestro di Cinema, un primo importante omaggio dedicato al grande regista, scomparso lo scorso novembre.  Il dolore per la scomparsa di Vittorio ha spinto amici, colleghi, registi, operatori culturali e suoi semplici estimatori a coordinarsi velocemente per offrire al pubblico romano la visione [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2012/01/vittorio_de_seta-banditi_a_orgosolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3253" title="vittorio_de_seta-banditi_a_orgosolo" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2012/01/vittorio_de_seta-banditi_a_orgosolo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Si inaugura sabato 14 gennaio 2012 <em>Vittorio De Seta. Diari di un Maestro di Cinema</em>, un primo importante omaggio dedicato al grande regista, scomparso lo scorso novembre.  Il dolore per la scomparsa di Vittorio ha spinto amici, colleghi, registi, operatori culturali e suoi semplici estimatori a coordinarsi velocemente per offrire al pubblico romano la visione di una filmografia veramente originale ed unica. Saranno infatti ben 18 gli schermi che proporranno i suoi film in circa due settimane a Roma e sono già arrivate adesioni da varie città italiane quali Padova, Pisa e Bologna che nelle prossime settimane proporranno parte della rassegna romana.</p>
<p>E’ l’omaggio a un protagonista indiscusso del cinema italiano, facendo parlare il suo stesso cinema: Vittorio De Seta è stato autore indipendente sia nelle proprie scelte artistiche che nelle modalità produttive adottate per realizzarle, e vero innovatore del linguaggio cinematografico, tuttora punto di riferimento per numerosi filmaker, anche delle nuove generazioni.</p>
<p>La rassegna, totalmente autogestita ed autoprodotta, rappresenta un’occasione straordinaria per vedere e rivedere, e conoscere meglio il cinema di De Seta. Per la prima volta hanno unito le forze biblioteche comunali, sale cinematografiche, sale d’essai, club cinema, aule universitarie e scolastiche, in un’articolazione di spazi e luoghi che coinvolge l’intera città di Roma, sia in centro che in periferia. Hanno dato il proprio generoso contributo anche cineteche, festival ed archivi di varie regioni italiane. Ogni proiezione sarà accompagnata dall’intervento di collaboratori di Vittorio, critici, registi e storici presenti in sala, tra cui Gianni Amelio, Luciano Tovoli, Goffredo Fofi, Enrico Ghezzi, Mario Sesti, Raffaele La Capria, Cecilia Mangini, Adriano Aprà, Marco Lodoli, Gianfranco Pannone, Marzia Mete e molti altri.</p>
<p>(Dal comunicato stampa)<br />
Punto di Svista 01/2012<br />
<span class="blubold"><br />IMMAGINE</span><br />
Frame del film <em>Banditi a Orgosolo</em> di Vittorio De Seta<br />
<span class="blubold"><br />Ufficio stampa</span><br />
Barbara Perversi +39.347.9464485; barbara.perversi@gmail.com<br />
Lionella Bianca Fiorillo +39. 340.7364203; lionella.fiorillo@storyfinders.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="blubold">PROGRAMMA</p>
<p><strong>Sabato 14/01/2012</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Casa del Cinema</strong></p>
<p>16.00: <em>Lu tempu di li pisci spata</em>, <em>Isole di fuoco</em>, <em>Contadini al mare</em>, <em>Pastori ad Orgosolo<br />
</em>17.00: <em>Diario di un maestro</em> (versione cinematografica, 135&#8242;)<br />
19.15: Interventi e Testimonianze<br />
21.00: <em>Un uomo a metà<br />
</em>intervento di Gianni Amelio, Luciano Tovoli</p>
<p><strong>Lunedi 16/01/2012</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Universita Roma Tre</strong></p>
<p>11.00: <em>Pentedattilo &#8211; Articolo 23</em> (5&#8242;)<br />
a seguire <em>Lettere dal Sahara<br />
</em>Intervento Giorgio de Vincenti,  Gianfranco Pannone, Djibril Kebe, Marzia Mete</p>
<p><strong>Casa della memoria e della storia</strong></p>
<p>17.00: <em>Lu tempu di li pisci spata &#8211; Isole di fuoco  Surfarara &#8211; Pasqua in Sicilia &#8211; Contadini del mare &#8211; Parabola d&#8217;oro &#8211; Pescherecci &#8211; Pastori ad Orgosolo &#8211; Un giorno in Barbagia &#8211; I dimenticati<br />
</em>Intervento di Goffredo Fofi, Cecilia Mangini</p>
<p><strong>Martedi 17/01/2012</strong></p>
<p><strong>Scuola Provinciale  Gian Maria Volontè</strong></p>
<p>15.00: <em>Diario di un maestro</em> &#8211; Puntate 1 e 2  &#8211; Proiezione riservata alla scuola<br />
Intervento di Luciano Tovoli e Costanza Quatriglio</p>
<p><strong>Biblioteca Ennio Flaiano</strong></p>
<p>19:00: <em>Intervista a De Seta</em> di Lorenzo Bucello (17&#8242;)<br />
<em>Banditi a Orgosolo<br />
</em>Intervento di Mario Sesti, Raffaele La Capria</p>
<p><strong>Kino<br />
</strong>21.00: <em>Lu tempu di li pisci  spata<br />
</em>23:00: <em>Isole di fuoco</em></p>
<p><strong>Mercoledi 18/01/2012</strong></p>
<p><strong>Scuola Provinciale d&#8217;Arte Cinematografica Gian Maria Volontè</strong></p>
<p>15.00: <em>Diario di un maestro</em> &#8211; Puntate 3 e 4 &#8211; Proiezione riservata alla scuola</p>
<p><strong>Kino</strong></p>
<p>21.00: <em>Surfarara</em> a seguire <em>L&#8217;invitata<br />
</em>23.00: <em>Pasqua in Sicilia</em> a seguire <em>L&#8217;invitata</em></p>
<p><strong>Giovedi 19/01/2012</strong></p>
<p><strong>Università Roma Tre</strong></p>
<p><em>Lu tempu di li pisci spata &#8211; Isole di fuoco &#8211; Surfarara &#8211; Pasqua in Sicilia &#8211; Contadini del mare &#8211; Parabola d&#8217;oro &#8211; Pescherecci &#8211; Pastori ad Orgosolo &#8211; Un giorno in Barbagia &#8211; I dimenticati<br />
</em>Interventi di Ivelise Perniola &#8211; Marco Gazzano</p>
<p><strong>Aamod</strong></p>
<p>18.00: <em>Banditi ad Orgosolo<br />
</em>e a seguire <em>Tornare ad Orgosolo</em> di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri<br />
Intervento Paolo Isaja,  Maria Pia Melandri e Cecilia Mangini</p>
<p><strong>Kino</strong></p>
<p>21.00: <em>Contadini del mare<br />
</em>23.00: <em>Parabola d&#8217;oro</em></p>
<p><strong>Detour</strong></p>
<p>21.00: <em>Un Uomo a metà<br />
</em>Intervento di Edoardo Zaccagnini e Nicola Cordone</p>
<p><strong>Casa delle Traduzioni</strong></p>
<p>19:00: <em>Intervista a De Seta</em> di Lorenzo Bucello e a seguire <em>Quando la scuola cambia</em>: puntata &#8220;Tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di lingua&#8221;<br />
Interventi di Massimo Arcangeli, Filippo La Porta e Luigi De Franco</p>
<p><strong>Venerdi 20/01/2012</strong></p>
<p><strong>Biblioteca Guglielmo Marconi</strong></p>
<p>17.00: <em>Intervista a De Seta</em> di Lorenzo Buccello (17&#8242;)<br />
a seguire <em>Un Uomo a metà<br />
</em>Intervento di Adriano Aprà, Luciana Marinangeli e Ilaria Occhini</p>
<p><strong>Biblioteca Vaccheria Nardi</strong></p>
<p>19.00: <em>Diario di un Maestro</em> versione cinematografica<br />
Intervento di Marco Lodoli e Giovanni D&#8217;Alfonso</p>
<p><strong>Detour</strong></p>
<p>21.00: <em>Lettere dal Sahara<br />
</em><em>Pentedattilo &#8211; Articolo 23</em> (5&#8242;)<br />
Intervento di Marzia Mete, Djibril Kebe, Roberto Torelli e Nicola Cordone</p>
<p><strong>Kino</strong></p>
<p>21.00: <em>Pescherecci<br />
</em>23.00: <em>Pastori a Orgosolo</em></p>
<p><strong>Sabato 21/01/2012</strong></p>
<p><strong>Museo di Roma in Trastevere</strong></p>
<p>16.00-20.00: Fuori Orario presenta <em>Notte De Seta</em>: proiezioni ed interventi<br />
Intervento di Enrico Ghezzi e Ciro Giorgini</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Biblioteca Borghesiana</strong></p>
<p>17.00: <em>Diario di un Maestro</em> versione cinematografica<br />
Intervento di Gianfranco Pannone e Don Roberto Sardelli</p>
<p><strong>Detour</strong></p>
<p>La Calabria di Vittorio De Seta: <em>Lu tempu di li pisci spata &#8211; I dimenticati-  In Calabria -  Melissa 49/99</em> (estratto 8&#8242;) di E. Attanasio e G.Scarfo<br />
Intervento Eugenio Attanasio, Gianluca Curti e Nicola Cordone</p>
<p><strong>Kino</strong></p>
<p>21.00: <em>Un giorno in Barbagia<br />
</em>23.00: <em>I dimenticati</em></p>
<p><strong>Domenica 22/01/2012</strong></p>
<p><strong>Detour</strong></p>
<p>21.00: <em>Paesaggi della memoria</em> di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri<br />
a seguire: <em>I Malestanti</em> di Luca Mandrile, Claudio di Mambro e Marco Venditti<br />
Incontro con gli autori: Paolo Isaia Maria Pia Melandri e Luca Mandrille, Claudio di Mambro, Marco Venditti</p>
<p><strong>Lunedi 23/01/2012</strong></p>
<p><strong>Zalab c/o Forte Fanfulla</strong></p>
<p>20.30: <em>Diario di un Maestro</em> versione cinematografica<br />
Intervento di Andrea Segre</p>
<p><strong>Martedi 24/01/2012</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Apollo 11</strong></p>
<p>20.30-23.00 <em>I racconti di Vittorio De Seta</em> (Raccolta di video-interviste, Backstage, Incontri festival, inediti, documentari con e su De Seta)<br />
Intervento di Marco Bertozzi e Cristina Piccino</p>
<p><strong>Giovedi 26/01/2012</strong></p>
<p><strong>Cinema Azzurro Scipioni</strong></p>
<p>18.00: Sala Lumiere: <em>Diario di maestro</em> versione televisiva<br />
18.00-20.30: Sala Chaplin: <em>Banditi a Orgosolo</em></p>
<p><strong>Cinema Trevi</strong></p>
<p>19.00: <em>Lettere dal Sahara</em></p>
<p><strong>Lunedi 30/01/2012</strong></p>
<p><strong>Nuovo Cinema Aquila</strong></p>
<p>20.30: Reading Diario di lavorazione <em>Un Uomo a metà<br />
</em>a seguire <em>Detour De Seta</em> di Salvo Cuccia</p>
<p><strong>Mercoledi 1/02/2012</strong></p>
<p><strong>Cinema Trevi</strong></p>
<p>17.30: <em>Un Uomo a metà<br />
</em>19.00: <em>Banditi ad Orgosolo<br />
</em>20.45: <em>Lo sguardo in ascolto</em> di Cipri e Maresco<br />
21.45: <em>L&#8217;invitata</em></p>
<p>&nbsp;</p>


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		<title>La bella addormentata di Marco Bellocchio</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 12:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Punto di Svista</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[press news]]></category>
		<category><![CDATA[cinema italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bellocchio]]></category>
		<category><![CDATA[registi italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato Naizonale Critici Cinematografici Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[SNCCI]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) il comunicato stampa relativo al progetto filmico di Marco Bellocchio e volentieri pubblichiamo. ll Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), in merito a quanto deliberato dalla maggioranza del Consiglio regionale del Friuli per boicottare di fatto la realizzazione del film La bella addormentata di Marco Bellocchio, ritiene doveroso [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2012/01/marco_bellocchio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3244" title="marco_bellocchio" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2012/01/marco_bellocchio-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><em>Riceviamo dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) il comunicato stampa relativo al progetto filmico di Marco Bellocchio e volentieri pubblichiamo.</em></p>
<p>ll Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), in merito a quanto deliberato dalla maggioranza del Consiglio regionale del Friuli per boicottare di fatto la realizzazione del film <em>La bella addormentata</em> di Marco Bellocchio, ritiene doveroso esprimere il proprio totale dissenso e ricordare quanto segue:</p>
<p>a) il dettato dell’art. 21 della Costituzione;</p>
<p>b) che Bellocchio è un regista di grande e meritato prestigio, anche in campo internazionale, e che già in passato ha saputo affrontare temi difficili e controversi con esiti estetici ed etici ampiamente apprezzati;</p>
<p><em>c</em>) che la censura ideologica, per di più preventiva, è una prassi tipica dei regimi dittatoriali;</p>
<p><em>d</em>)  che, conseguentemente, l’esercizio della libertà d’espressione e il pluralismo delle idee sono valori caratterizzanti un sistema democratico.</p>
<p>Il SNCCI auspica che la Film Commission friulana, coerentemente con le procedure adottate nel recente passato e in conformità con i suoi fini istituzionali che coniugano motivazioni culturali e interessi economici, non tenga conto dell’arbitraria imposizione contenuta nella suddetta delibera e decida, autonomamente, a vantaggio del proprio territorio e del cinema italiano.</p>
<p>Punto di Svista 01/2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="blubold">LINK<br />
</span><a href="http://www.cultframe.com/2010/02/marco-bellocchio/" target="_blank">CULTFRAME. Maestri del cinema. Marco Bellocchio</a> <em>(di Mariella Cruciani)</em><br />
<a href="http://www.cultframe.com/2011/05/marco-bellocchio-leone-oro-carriera-mostra-cinema-venezia/" target="_blank">CULTFRAME. Marco Bellocchio Leone d&#8217;Oro alla carriera 2011. 68a Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</a> <em>(di Redazione CultFrame)</em><br />
<a href="http://www.cultframe.com/2011/03/sorelle-mai-film-marco-bellocchio/" target="_blank">CULTFRAME. Sorelle mai. Un film di Marco Bellocchio</a> <em>(di Maurizio G. De Bonis)</em><br />
<a href="http://www.cultframe.com/2009/05/vincere-film-marco-bellocchio/" target="_blank">CULTFRAME. Vincere. Un film di Marco Bellocchio</a> <em>(di Eleonora Saracino)</em><br />
<a href="http://www.cultframe.com/2009/06/intervista-regista-marco-bellocchio/" target="_blank">CULTFRAME. Vincere. Intervista al regista Marco Bellocchio</a> <em>(di Nikola Roumeliotis)</em><br />
<a href="http://www.cultframe.com/2009/05/vincere-film-marco-bellocchio/" target="_blank">CULTFRAME. L&#8217;ora di religione. Il film di Marco Bellocchio in Dvd</a> <em>(di Maurizio G. De Bonis)<br />
</em><a href="http://www.cinecriticaweb.it/" target="_blank">CineCriticaWeb &#8211; la rivista online del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>


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		<title>12° Sottodiciotto Filmfestival. Anteprima</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 06:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Nugara</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvia Nugara]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall’8 al 17 dicembre 2011 torna a Torino il Sottodiciotto Filmfestival, la kermesse di cinema realizzata per e dai più giovani, giunta quest’anno alla sua XII edizione. Sarà una coincidenza, ma la collocazione del Sottodiciotto a una settimana di distanza dal Torino Film Festival, alle cui proiezioni vige il divieto ai minori, rappresenta un segnale [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2011/12/sottodiciotto_filmfestival-2011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3140" title="sottodiciotto_filmfestival-2011" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2011/12/sottodiciotto_filmfestival-2011-300x114.jpg" alt="" width="300" height="114" /></a>Dall’8 al 17 dicembre 2011 torna a Torino il Sottodiciotto Filmfestival, la kermesse di cinema realizzata per e dai più giovani, giunta quest’anno alla sua XII edizione. Sarà una coincidenza, ma la collocazione del Sottodiciotto a una settimana di distanza dal Torino Film Festival, alle cui proiezioni vige il divieto ai minori, rappresenta un segnale importante di incoraggiamento a conoscere e ad amare il cinema per tutti gli spettatori in erba. La manifestazione conta quest’anno oltre 400 titoli tra anteprime, retrospettive, omaggi, programmi speciali e cortometraggi firmati da studenti di tutta Italia.</p>
<p>Tre le retrospettive: la prima, organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del cinema, è dedicata a Alan Parker di cui si potrà vedere l’opera completa presso il cinema Massimo. L’autore di <em>Fuga di mezzanotte</em> (1978), <em>Saranno famosi</em> (1980), <em>Pink Floyd: The Wall</em> (1982), <em>Angel Heart-Ascensore per l’inferno</em> (1987), <em>Mississippi Burning</em> (1988),<em> The Commitments</em> (1991), e di altre pellicole di culto sarà a Torino per tutta la durata del festival e incontrerà il pubblico nella serata di sabato 10 dopo la proiezione di <em>The life of David Gale</em> (2003). Per l’occasione, Stefano Boni e Massimo Quaglia hanno curato un volume che contiene una lunga intervista al regista, saggi critici e filmografia.</p>
<p>La seconda retrospettiva, la prima in Italia dedicata all’autore, ripercorre la carriera del belga Jaco Van Dormael il cui ultimo lavoro, <em>Mr. Nobody</em> (2009) con Jared Leto, Rhys Ifans e Diane Kruger, inaugurerà ufficialmente la rassegna la sera di venerdì 9. Si potranno poi rivedere il toccante <em>Toto le Héros</em> (1991) con cui il regista esordì, <em>L’ottavo giorno</em> (1996) che valse alla coppia Daniel Auteuil-Pascal Duquenne la Palma d’oro come migliori attori e numerosi cortometraggi. Infine, in occasione dei suoi 50 anni di carriera, il festival dedica una personale a Jimmy Teruaki Murakami, “il globetrotter dell’animazione” che sarà in città sabato 17. Un omaggio sarà poi dedicato alla giovane Delphine Gleize per permettere anche al pubblico italiano di scoprirne i corti e i lungometraggi, a partire dall’esordio <em>Carnages</em> (2002) che, seguendo la fuga di un toro dal mattatoio, fa incrociare le vite e i destini di un gruppo di personaggi insoliti.</p>
<p>Il Sottodiciotto è sempre attento all’attualità e alle urgenze educative, e ha quest’anno due focus tematici principali: il primo sull’esperienza delle migrazioni, nel quale si inserisce l’omaggio a Andrea Segre, autore del recente <em>Io sono Li</em>, e il secondo sulla legalità. Non a caso, perciò, la Targa Città di Torino alla carriera sarà assegnata a Marco Risi di cui si rivedranno <em>Mery per sempre</em> (1988), <em>Ragazzi fuori</em> (1990), <em>Il muro di gomma</em> (1991), <em>Il branco</em> (1994), <em>Maradona</em> (2006) e <em>Fortapàsc</em> (2008). Sempre in materia di legalità, il torinese Enrico Verra mostrerà la versione integrale del suo documentario <em>Vite da recupero</em> sul problema del recupero dei crediti e del forte indebitamento in cui si sono recentemente ritrovati un numero considerevole di risparmiatori italiani.</p>
<p>Molte le anteprime nazionali: attesissima è già la première pre-festival (giovedì 8 sera) de <em>I Muppet</em> di James Bobin che uscirà nelle sale a inizio febbraio distribuito da Walt Disney e quella del film d’animazione <em>Il figlio di Babbo Natale 3D</em> di Sarah Smith. Segnaliamo inoltre <em>Holy Rollers</em> dell’esordiente Kevin Asch in cui Jesse Einsenberg (<em>The Social Network</em>) veste i panni di un giovane ebreo ortodosso di Brooklyn che viene reclutato come corriere dal cartello della droga israeliano; <em>Polisse</em> di Maïwenn Le Besco sulla squadra protezione minori della polizia parigina; <em>La chiave di Sarah</em> con Kristin Scott Thomas che sovrappone diversi piani temporali per ricostruire la drammatica storia della retata del Vel d’hiv a Parigi nel 1942; la commedia <em>Mon père est femme de ménage</em> con François Cluzet impiegato presso un’impresa di pulizie e il candidato agli Oscar <em>Monsieur Lazhar</em> ambientato a Montréal dove un insegnante algerino viene assunto per sostituire una maestra elementare appena suicidatasi. Tutte le proiezioni sono gratuite e il ricchissimo programma si trova sul sito del festival.</p>
<p>© Punto di Svista 12/2011</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="blubold">LINK</span><br />
<a href="http://www.sottodiciottofilmfestival.it/" target="_blank"> Sottodiciotto Festival – Il sito</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>


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