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	<title>Punto di Svista - Arti visive in Italia &#187; video e cinema</title>
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		<title>25. Settimana Internazionale della Critica &#8211; SIC. La Biennale di Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 11:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Famiglie disfunzionali, rapporti conflittuali genitori/figli sullo sfondo di una crisi economica che mette a dura prova l’esistenza quotidiana delle giovani generazioni ma non solo di quelle; movimenti di migrazione miranti alla ridefinizione del proprio futuro [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/07/gutierrez_mangansakan-limbunan.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1330" title="gutierrez_mangansakan-limbunan" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/07/gutierrez_mangansakan-limbunan.jpg" alt="gutierrez_mangansakan-limbunan" width="300" height="212" /></a>Famiglie disfunzionali, rapporti conflittuali genitori/figli sullo sfondo di una crisi economica che mette a dura prova l’esistenza quotidiana delle giovani generazioni ma non solo di quelle; movimenti di migrazione miranti alla ridefinizione del proprio futuro ma anche alla rilettura del proprio passato; il suicidio, o l’omicidio, come impossibilità di accettare il presente e la perdita dei propri punti di riferimento.<br />
E’ il “film” della SIC di quest’anno: un nastro unico che contiene in sè una visione frastagliata di un mondo in crisi, una visione concepita da una manciata di esordienti di identità anagrafica diversa, che ancora affidano al cinema, fortunatamente, un’esigenza espressiva primaria, e ai festival il compito di darle voce e spazio. Perché, inutile nasconderlo, questo mondo è lo stesso in cui il cinema fatica a trovare un senso, anche economico, alla propria funzione e dove i festival, come tutte le manifestazioni culturali (se li riteniamo ancora tali), in Italia più che altrove, spesso misurano nella precarietà di mezzi a loro disposizione l’impermeabilità di una società che forse non ne sente più il bisogno.<br />
Anche il compito della Settimana della Critica è messo a dura prova, in anni come questi: giunti alla 25ma edizione, che festeggiamo con il recupero-evento di uno dei nostri esordi italiani migliori, resistiamo all’onda ancorandoci alle nostre certezze. E ci illudiamo di continuare a compiere le nostre scelte nell’esclusiva volontà di trovare segni di vitalità nel cinema che si compie per la prima volta nella codificata forma del “lungometraggio”. Termine che può anche non significare più nulla, già superato per quanto riguarda le sue distinzioni tra finzione e documentario, e che presto lo sarà ancora di più quando la circolazione delle forme espressive di immagini in movimento raggiungerà in rete un livello così massiccio da rendere superflui e insensati non solo i festival, ma soprattutto termini come opera prima, prima mondiale o internazionale, film inedito, durata&#8230; e preistorie del genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, partiamo da Mazzacurati: nel 1987 il suo<em> Notte italiana</em> dava il via, nell’ambito della nostra 4a SIC, alla sua coerente carriera di cineasta appassionato, spesso appartato, ma soprattutto uno dei pochi, in questo trentennio, in grado di interpretare e narrare il territorio e la società italiana, le loro trasformazioni spesso traumatiche, il degrado morale, politico ed economico che si faceva strada e che ci avrebbe portato allo tsunami Mani Pulite prima, e alle peoccupanti derive istituzionali poi. <em>Notte italiana</em>, rivisto oggi, fa quasi spavento per la sua modernità, e affascina per il suo costituire un mix di commedia e noir, racconto ottocentesco d’avventura e cinema classico, mescolati e modellati su un Marlowe del Polesine incarnato da uno dei migliori Marco Messeri di sempre.<br />
Nel programma di questa edizione della SIC figurano in concorso sette prime mondiali: farà parlare di sè, ne siamo sicuri, Hai paura del buio, il film d’esordio di finzione di Massimo Coppola, cineasta, documentarista, autore televisivo. Un film che non sembra appartenere al cinema italiano, per quel suo stile rigoroso fatto di pedinamenti lenti, ostinati ma partecipi nei confronti di due figure di giovani donne, una rumena e una italiana, attraverso le quali l’autore cerca di interpretare un presente dove le incerte prospettive di lavoro si intrecciano con rimossi familiari e con la ricerca di un posto proprio dove mettere radici. Una felice rivelazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/07/marcelino_islas_hernandez-martha.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1331" title="marcelino_islas_hernandez-martha" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/07/marcelino_islas_hernandez-martha.jpg" alt="marcelino_islas_hernandez-martha" width="300" height="162" /></a>Figure di donne inquiete, in cerca di qualcosa che le proietti verso un futuro migliore, o ostinatamente concentrate sulla decisa rimozione di traumi familiari, in altri film della selezione: in <em>Angèle et Tony</em>, primo film della giovane Alix Delaporte, che vinse un Leone d’oro a Venezia con un suo cortometraggio, l’affascinante Clotilde Hesme è una madre che cerca di farsi riaffidare il figlio attraverso un matrimonio combinato. Ma Tony, il pescatore rozzo ma gentile che accetta il contratto si rivela molto più determinante nella vita di Angèle: ed il film, un dramma leggero e commovente, si iscrive felicemente in quella corrente del cinema francese in grado di saldare l’osservazione del reale con l’analisi dei sentimenti.<br />
Pernilla August, la famosa attrice di <em>Con le migliori intenzioni</em> e di <em>Una soluzione razionale</em> (l’anno scorso alla SIC) esordisce nella regia con un dramma familiare che oscilla temporalmente fra due periodi, i giorni nostri e gli anni settanta. Tratto dal romanzo di Susanna Alakoski, <em>Svinalängorna</em> vede protagonista Noomi Rapace (la Lisabeth Salander della saga di <em>Millennium</em>) nei panni di una donna costretta a fare i conti col suo passato tormentato in occasione della morte della madre. Un film sincero e spesso disturbante, che si giova di ottime perfomances d’attore.<br />
Un altro ritratto di donna, questa volta d’età più avanzata, in <em>Martha</em>, piccolo film messicano di Marcelino Islas Hernández, che testimonia il felice momento di questa cinematografia. Una impiegata settantenne viene soppiantata dal computer: restandole ben poco nella sua triste vita decide di farla finita, ma il film le lascia una via d’uscita inespettata. Combinando grottesco e commedia nera con un sottofondo drammatico, Hernandez costruisce un piccolo gioiellino che non mancherà di sorprendere.<br />
Sorprendenti lo saranno sicuramente il film greco e quello sloveno: <em>Hora proelefsis</em> (Terra madre) di Syllas Tzumerkas è ancora un affresco familiare che copre trent’anni di storia greca, dagli anni del consolidamento della democrazia alle recenti manifestazioni di piazza relative alla crisi economica. Un montaggio vertiginoso e un talento narrativo inusuale per un film che racconta il dramma di una famiglia con i suoi conflitti generazionali e i suoi punti oscuri ai limiti dell’incesto. Mentre al contrario <em>Oča</em> (Papà) dello sloveno Vlado Škafar, fa della lentezza contemplativa e del poetico contrapporsi generazionale fra un padre assente e il piccolo figlio, il suo punto di forza. Un piccolissimo film, di appena più di un’ora, fatto di immagini evocative, di dialoghi naturali e emozionanti, di alcuni momenti che sembrano cogliere la flagranza del reale nel fascino della sua messa in scena e nel notevole lavoro sugli attori.<br />
Settimana che completa la sua competizione con un film israeliano, <em>Hitparzut X</em> (Naomi), opera prima di un regista che è stato uno degli autori della serie televisiva BeTipul (da cui gli americani hanno ricavato <em>In Treatment</em>). Un noir molto classico, con un anziano professore che scopre il tradimento della sua giovane moglie e si lascia trasportare da un impeto di rabbia violenta. L’omicidio, con conseguenti sensi di colpa, trascinerà il protagonista in comportamenti contraddittori, in un film elegante e misterioso, che si avvolge a spirale sullo spettatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, fuori concorso, la prima internazionale di un film filippino, <em>Limbunan</em> di Gutierrez Mangansakan II: un film rituale ed enigmatico, abitato da figure femminili di grande bellezza e sottile disperazione, che vivono imprigionate in una tradizione ancestrale e apparentemente senza vie d’uscita. Una storia di donne, anche questa, costrette da una tradizione impietosa a non poter scegliere l’oggetto del loro amore. Un film affascinante e ammaliante, che chiuderà nella maniera migliore questa edizione speciale della Settimana Internazionale della Critica.</p>
<p>Francesco Di Pace – Delegato generale SIC</p>
<p>Punto di Svista 07/2010</p>
<p class="blubold">
I SETTE FILM IN CONCORSO</p>
<p><em>Angèle et Tony</em> (Angèle e Tony) di Alix Delaporte. Francia, 2010 – World Premiere<br />
<em>Hai paura del buio</em> di Massimo Coppola. Italia, 2010 – World Premiere<br />
<em>Hitparzut X</em> (tit. intl.: Naomi) di Eitan Zur. Israele-Francia, 2010 – World Premiere<br />
<em>Hora proelefsis</em> (Terra madre) di Syllas Tzumerkas. Grecia, 2010 – World Premiere<br />
<em>Martha</em> (id.) di Marcelino Islas Hernández. Messico, 2010 – World Premiere<br />
<em>Oča</em> (Papà) di Vlado Škafar. Slovenia, 2010 – World Premiere<br />
<em>Svinalängorna</em> (tit. intl.: Beyond ) di Pernilla August. Svezia, 2010 – World Premiere</p>
<p>Film di apertura – Evento speciale 25ma Settimana Internazionale della Critica<br />
<em>Notte italiana</em> di Carlo Mazzacurati. Italia, 1987</p>
<p>Film di chiusura – Fuori Concorso<br />
<em>Limbunan</em> (La stanza della sposa) di Gutierrez Mangansakan II. Filippine, 2010 – International Premiere</p>
<p><span class="blubold">IMMAGINI</span><br />
1 Frame dal film <em>Limbunan </em>di Gutierrez Mangansakan II<br />
2 Frame dal film <em>Martha</em> di Marcelino Islas Hernández</p>
<p><span class="blubold">INFORMAZIONI</span><br />
Dall’1 all’11 settembre 2010<br />
Commissione di selezione: Francesco Di Pace (Delegato generale),  Goffredo De Pascale; Anton Giulio Mancino, Cristiana Paterno’, Angela  Prudenzi<br />
Coordinamento SIC: Elena Pollacchi, Claudio Dondi, Eddie Bertozzi<br />
Indirizzo: Palazzo del Cinema – Lungomare Marconi, Lido di Venezia / Telefono: 0412726679 / Fax: 041 2726520 / sicvenezia@gmail.com<br />
Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani S.N.C.C.I. &#8211; Presidente: Bruno Torri<br />
Segreteria SNCCI: Patrizia Piciacchia / Largo Leopardi 12, Roma / Telefono: 064824713 / Fax: 064825172 / sncci.info@gmail.com<br />
Ufficio Stampa: Barbara Perversi / barbara.perversi@gmail.com &#8211; ufficiostampasic@gmail.com / Cell.: 347 9464485<br />
Fondazione La Biennale di Venezia &#8211; Presidente: Paolo Baratta<br />
67. Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia &#8211; Direttore: Marco Müller</p>
<p><span class="blubold">LINK</span><br />
<a href="http://www.sicvenezia.it/" target="_blank">la Settimana Internazionale della Critica – SIC</a><br />
<a href="http://www.sncci.it/" target="_blank">Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI</a><br />
<a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/" target="_blank">Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia</a></p>


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		<title>Le sofferenze del cinema italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 08:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Così, la pubblicazione dell’articolo firmato dal collega Franco Montini intitolato &#8220;Profondo rosso&#8221; su La Repubblica (15 luglio 2010 &#8211; pag.44) ha avuto il merito di fare il punto della situazione, passando oltre “la battuta” di Margherita Buy e cercando di fare chiarezza soprattutto per i lettori che poco si interessano di cinema.<br />
Si, perché i lavoratori dell’ambiente cinematografico, i critici, gli autori, i produttori sanno perfettamente le tremende condizioni economico-finanziarie nelle quali versa il sistema cinema italiano.<br />
Il fatto è, come ben evidenziato da Montini, che i finanziamenti pubblici al nostro cinema sono totalmente bloccati. In attesa, certo, di essere destinati. Ma quando?</p>
<p>Sono molti i progetti che attendono una risposta dal Ministero dei Beni Culturali, sia per quel che riguarda le opere di interesse culturale nazionale si per quel che concerne le opere prime. Una situazione tragica che sta fermando (se non addirittura mandando completamente all’aria) decine di iniziative produttive, con conseguenti enormi problemi economici che vanno a colpire le migliaia di lavoratori del cinema che non riescono a lavorare proprio nel periodo di massima attività delle produzioni filmiche: l’estate.</p>
<p>La questione appare chiara. In un momento di tremenda fibrillazione per quel che riguarda le linee economiche del governo (ma anche per quel che riguarda la vita del governo stesso), la cultura e ancor di più il cinema rappresentano gli ultimi negletti elementi di un meccanismo politico che privilegia altre realtà.<br />
È un fatto triste e totalmente inaccettabile specie per un paese che si vanta di possedere gran parte dei beni culturali del pianeta ma che considera evidentemente l’arte qualcosa di superfluo se non addirittura di fastidioso. A ciò si aggiunge il fantasma della possibilità dell’eliminazione totale dei contributi per il cinema d’autore già molte volte ventilato, come se le idee veicolate dai cineasti italiani più esperti fossero non indispensabili nel panorama culturale italiano.</p>
<p>Il cinema, dunque, è in questo periodo in una fase di afflizione straordinaria. Si parla da decenni di crisi del cinema e spesso si ha l’impressione di girare intorno a problemi che si auto rigenerano in modo continuo. Non si tratta, in questo caso, di tenere vivo il lamentio forse un po’ vittimistico che ci affligge da sempre quanto piuttosto di comprendere a pieno l’involuzione spaventosa che sta avendo la cultura italiana in primo luogo per la mancanza di interesse che il potere mostra per questo settore.</p>
<p>Non si tratta neanche di difendere a spada tratta i finanziamenti statali al cinema, ma quando si verifica che dal 2008 al 2009 gli investimenti dello Stato nel cinema sono stati dimezzati (e la cosa continuerà con tutta probabilità nel 2010) ci accorgiamo che questa involuzione porterà a stasi produttiva impensabile fino a qualche tempo fa.<br />
È mai possibile che lo Stato italiano abbia deciso di abbandonare il cinema al suo destino, senza preoccuparsi di difendere l’identità di questa industria dello spettacolo che tanto prestigio ha portato al nostro Paese nei decenni scorsi?</p>
<p>Non ci resta che aspettare gli esiti delle partecipazioni dei film italiani ai prossimi festival internazionali (Locarno, Venezia, Roma, Torino, Berlino) e soprattutto la probabile presenza di <em>Habemus Papam</em> di Nanni Moretti al Festival di Cannes 2011.<br />
Nella speranza che almeno nelle competizioni internazionali i film realizzati in Italia abbiano qualche riconoscimento di qualità e i loro autori qualche umana soddisfazione.</p>
<p>© Punto di Svista 07/2010</p>


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		<title>Il processo della verità &#8211; Le radici del film politico-indiziario italiano. Un libro di Anton Giulio Mancino</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 15:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/07/anton_giulio_mancino-processo_verita.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-1300" title="anton_giulio_mancino-processo_verita" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/07/anton_giulio_mancino-processo_verita.JPG" alt="anton_giulio_mancino-processo_verita" width="184" height="250" /></a>Andiamo a verificare su un dizionario della lingua italiana i significati della parola verità. Il primo, e anche il più ovvio: “ciò che è vero in senso assoluto oppure in relazione a determinate convinzioni o situazioni”. Il secondo: “la qualità posseduta da qualcosa, di essere vera, perché trova la sua corrispondenza o nella realtà oggettiva o nelle regole del pensiero logico”. Il terzo: “le verità rivelate” (in senso religioso, <em>n.d.r.</em>). Il quarto: “buonafede, sincerità, franchezza”.<br />
A parte, l’accezione legata alla sfera dei credenti, gli altri tre significati (tratti dal Grande Dizionario Gabrielli) appaiono decisamente importanti, poiché accanto alla definizione certa, vengono sempre aggiunti degli elementi che tendono a rendere il concetto in questione ben più complesso e sfuggente di quanto si sia portati a credere.<br />
Ed ancora. Se collochiamo la parola verità, con tutti i suoi risvolti, nella ricerca filmica in ambito linguistico e storico, la faccenda si complica ulteriormente, poiché la natura stessa del cinema (anche quando ci si trova nel settore documentaristico) è di fatto ambigua, potenzialmente falsa e falsificatrice.<br />
Come procedere, dunque, nel percorso della storia del cinema, in relazione a un tema che sembra totalmente scivoloso?<br />
Ci ha provato Anton Giulio Mancino con il suo libro <em>Il processo della verità – Le radici del film politico-indiziario italiano</em> (Edizioni Kaplan).<br />
L’autore non si occupa direttamente del concetto linguistico-filosofico a cui abbiamo sopra accennato; compie invece una robusta e articolata ricognizione nella produzione filmica italiana, in special modo, del primo dopoguerra. Ciò che interessa a Mancino, evidentemente, non è comprendere se la questione della verità si possa collocare in un discorso ampio sul cinema mondiale quanto piuttosto cercare di fare un po’ di ordine nel cinema di casa nostra, e in parte anche nella critica che di questo cinema si è occupato.</p>
<p>Il primo fattore messo in chiaro dall’autore è che la definizione “cinema politico”, spesso appiccicata alla filmografia di alcuni cineasti nazionali, è troppo generica, vaga, per certi versi velleitaria. Il secondo è relativo alla questione del dubbio, dell’incertezza e dunque dell’analisi indiziaria, il tutto applicato ad alcune situazioni illustrate in diversi lungometraggi. Mancino parla di film politico-indiziario che tramite certi autori “trasferisce allo spettatore precisi dubbi o perplessità circa le verità politiche ufficiali e istituzionalizzate”.<br />
In sostanza, ciò che stimola l’autore di questo saggio è il processo intellettuale che ha portato alcuni sceneggiatori e registi non tanto a rappresentare determinati eventi della storia italiana con la certezza della verità quanto piuttosto con l’esigenza di comprendere gli accadimenti, attraverso un percorso fatto di indagini, riflessioni, ricostruzioni che intende contrapporsi alla verità ufficiale andando ad analizzare il “processo storico della verità”, cioè “il percorso compiuto dalla verità politica in un determinato periodo di riferimento”.</p>
<p><em>Il processo della verità</em> è un volume che dal punto di vista dello studio critico presenta numerosi punti di interesse, in primo luogo connessi al recupero di opere centrali nella nostra filmografia ormai quasi dimenticate. Ecco qualche esempio: <em>Roma ore 11</em> di Giuseppe De Santis (1952), <em>Processo alla città</em> di Luigi Zampa (1952), <em>Ai margini della metropoli</em> di Carlo Lizzani (1953), <em>Salvatore Giuliano</em> di Francesco Rosi (1961).<br />
L’impostazione voluta da Mancino è puntuale e precisa, basata su numerose pezze d’appoggio ed estratti da altri testi e documenti. La collocazione critica sembra essere più che altro quella storicistico/contenutistica, piuttosto che strettamente linguistica, e questa forse è l’unica (ma comunque totalmente perdonabile vista l’evidente sostanza dello studio) mancanza del libro.</p>
<p>© Punto di Svista 07/2010</p>
<p><span class="blubold">CREDITI</span><br />
Titolo: Il processo della verità / Sottotitolo: Le radici del film politico-indiziario italiano / Autore: Anton Giulio Mancino / Editore: Kaplan Edizioni / Anno: 2008 / Pagine: 323 / Prezzo: 20,00 euro / ISBN: 978-88-89908-22-8</p>
<p><br class="blubold" /><span class="blubold">INDICE DEL LIBRO</span><br />
<em>Premessa</em><br />
Capitolo 1. / Certificato di morte presunta del neorealismo<br />
Capitolo 2. / Il libero convincimento del regista: il film come inchiesta, processo indiziario e pubblico dibattimento (<em>L’inchiesta a tutto schermo; Dalla realtà al reato; L’udienza è aperta al cinema; Così parlò Spicacci</em>)<br />
Capitolo 3. / La terra che tremò a Portella: il bandolo della matassa<br />
<em>Appendice / I. Proceso alla città (Soggetto inedito di Ettore Giannini e Francesco Rosi, 1952) / II. Portella delle Ginestre (Soggetto inedito di Felice Chilanti, da un’idea di Giuseppe De santis, 1956) / III. Segreti di Stato (Finali alternativi, conformi alla versione della sceneggiatura dal titolo L’avvocato del 18 ottobre 2001 di Paolo Benvenuti, Paola Baroni, Mario Cereghino)<br />
Bibliografia ( Indice dei nomi e dei film citati<br />
</em><br />
<span class="blubold">LINK</span><br />
<a href="http://www.edizionikaplan.com/" target="_blank">Kaplan Edizioni</a></p>


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		<title>FilmVideo Montecatini Cinema. 61a Mostra Internazionale del Cortometraggio</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 14:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Compie 61 anni il festival più antico della Toscana. Edizione ridotta a causa dei tagli. Tra gli ospiti il regista Pappi Corsicato che presenterà i corti della pasta Garofalo e l’esordio alla regia di Valeria [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/07/filmvideo_montecatini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1296" title="filmvideo_montecatini" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/07/filmvideo_montecatini.jpg" alt="filmvideo_montecatini" width="242" height="300" /></a>Compie 61 anni il festival più antico della Toscana. Edizione ridotta a causa dei tagli. Tra gli ospiti il regista Pappi Corsicato che presenterà i corti della pasta Garofalo e l’esordio alla regia di Valeria Golino.<br />
Nonostante i tagli “FilmVideo” compie 61 anni. E li compie con la passione per il cinema che da sempre contraddistingue la rassegna cinematografica più antica della Toscana e d’Italia (dopo Venezia) che si svolgerà nella splendida cornice di Montecatini Terme (Pistoia) dal 15 al 17 luglio 2010 al Cinema Imperiale ad ingresso libero.<br />
Il Festival colleziona la presenza di 100 opere da 23 paesi su 1.200 arrivate da 69 nazioni che concorreranno agli 11 premi (tra cui una targa del Presidente della Repubblica) valutati da una giuria internazionale. Sono i numeri della 61a edizione di “FilmVideo”, la mostra internazionale del cortometraggio, ideata e organizzata dalla Fedic (Federazione italiana cineclub) dal 1949 e dall’anno 2002, con il connubio del Comune di Montecatini Terme (Provincia di Pistoia) con cui si è costituito in Associazione Montecatini Cinema. Il Festival è sostenuto da Comune e Provincia di Pistoia, Agenzia per il Turismo, Credito Cooperativo Valdinievole, Lions Club, Fondazione Nazionale Carlo Collodi, Terme di Montecatini, Direzione Generale per il Cinema.</p>
<p><span class="blubold">LE SEZIONI DEL FESTIVAL</span></p>
<p>“FilmVideo” continua la sua ricognizione nei territori del cinema breve per raccontare le mille facce della realtà attraverso immagini di popoli e paesi lontani, ritratti di uomini e donne, storie da tutto il mondo. Il festival, che ha come direttore artistico Giancarlo Zappoli (critico cinematografico e direttore del portale mymovies.it), intercetta l’attualità più stringente grazie alle sezioni che animeranno il Concorso Internazionale: Animazione, Documentario, Sperimentale, Fiction e Videoclip, quest’ultima dedicata ai corti musicali.<br />
Oltre alle opere in concorso divise nelle diverse sezioni, il programma si arricchisce di molti eventi speciali: “Garofalo firma il cinema”, “Noche en Corto” e “Iran oggi”.<br />
“Garofalo firma il cinema”: la sezione dei corti prodotti dalla nota pasta di Gragnano. L’evento speciale prevede l’esordio alla regia di Valeria Golino con la proiezione del corto “Armandino e il Madre” presentato in anteprima sul grande schermo a Montecatini, “Questione di gusti” di Pappi Corsicato che sarà presente al Festival per incontrare il pubblico e “L’Alchimia del gusto” di Edo Tagliavini. Ai presenti lo sponsor Garofalo offrirà un omaggio.<br />
“Noche en Corto” è un omaggio ai giovani registi spagnoli della nuova cinematografia iberica. La sezione sarà competitiva con l’assegnazione del Premio Speciale del pubblico.<br />
L’attualità sarà raccontata dal focus “Iran oggi” che documenterà una delle aree contemporanee e geograficamente strategiche del Medio Oriente. Tra i cortometraggi sarà proiettata l’intervista a Jafar Panahi (regista iraniano recentemente rilasciato dal regime dopo un mese di prigionia) del giornalista iracheno Erfan Rashid.<br />
“Nonostante i tagli – spiega Angelo Tantaro presidente di FilmVideo Montecatini – andiamo avanti grazie ai molti giovani che quest’anno faranno parte dello staf f. Crediamo in questo progetto, che non vive di soli ricordi, ma di qualità, d’innovazione e di registi che non trovano spazio nel circuito main stream e che vengono a Montecatini perché è una vera mostra del cinema. E’ un appuntamento consolidato per tutti gli appassionati, un’occasione per parlare non solo di cinema, ma anche di cultura cinemtografica”.<br />
<br class="blubold" /> <span class="blubold">LE GIURIE</span><br />
La giuria internazionale è composta da Mohammed ‘Dani’ Soudani, regista algerino emigrato 30 anni fa in Ticino dove è diventato uno dei registi cinematografici e televisivi svizzeri più apprezzati e creativi. Sensibile alla realtà africana e ai rapporti con l’Europa. Annabella Nucara, si occupa di promozione del cinema italiano all&#8217;estero in qualità di project manager per Filmitalia. Ann-Louice Dahlgren, svedese, è scrittrice, produttrice e giornalista. E’ stata coproduttrice di “<a href="http://www.cultframe.com/2009/09/videocracy-film-erik-gandini/" target="_blank">Videocracy</a>”. Le sue collaborazioni vanno da <a href="http://www.cultframe.com/2010/01/roman-polanski/" target="_blank">Roman Polanski</a> alla Televisione Svedese a RAI, MTV Italia, FBC, TV3.<br />
Inoltre il Festival prevede la Giuria giovani, composta da Alessio Trerotoli, Chiara Cecchini, Francesco Albertelli, Jacopo Tantaro, Rossella De Luca, assegnerà il Premio di Rappresentanza del Presidente della Repubblica all’opera che meglio affronta tematiche sociali, ambientali e culturali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="blubold">PREMI</span><br />
I premi che la giuria assegnerà sono: “Migliore opera della Mostra” (Airone d’oro e € 1.500), premio “Lions” (Airone d’argento € 800 &#8211; premio speciale della Giuria), Premio “Giovanni Icardi”  (€ 500 – Migliore Opera prima), Premio “Giuliano Birindelli” (Migliore Fiction), Premio “Gianpaolo Bernagozzi” (Migliore Documentario), Premio “Adriano Asti” (Migliore Opera sperimentale), Premio Pinocchio Fondazione Collodi (Migliore Opera di animazione), Premio “Fabrizio De André” (Migliore Videoclip), Coppa “Memoria d’Acqua” (Migliore attore), Coppa “Memoria d’Acqua” (Migliore attrice).  Inoltre verrà assegnato il “Premio Fedic” al miglior cortometraggio presentato in concorso da filmaker associati alla Federazione. Il premiato in questa categoria parteciperà di diritto al Concorso Nazionale FEDIC che assegnerà il premio “FEDIC d’oro” 2010 alla migliore opera.</p>
<p>I paesi partecipanti dei 23 cortometraggi selezionati sono: Argentina, Australia, Bangladesh, Belgio, Brasile, Corea del Sud, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, India, Islanda, Israele, Italia, Macedonia, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia.</p>
<p>Punto di Svista 07/2010</p>
<p><span class="blubold"><br />INFORMAZIONI</span><br />
Dal 15 al 17 luglio 2010<br />
Cinema Imperiale / Montecatini Terme (Pistoia)<br />
Info: info@filmvideomontecatini.com<br />
Orari: vari / Ingresso libero<br />
Organizzazione: Presidente: Angelo Tantaro / Vice Presidente: Bruno Ialuna / Segretario: Massimo Maisetti / Direttore artistico: Giancarlo Zappoli<br />
<br class="blubold" /><span class="blubold">LINK</span><br />
<a href="http://www.filmvideomontecatini.com/" target="_blank">FilmVideo Montecatini &#8211; Il sito della manifestazione (Programma dettagliato e orari)</a></p>


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		<title>46a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. Pesaro Film Fest. Il programma</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 11:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/06/alexey_popgrebsky-how_i_ended_this_summer.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1275" title="alexey_popgrebsky-how_i_ended_this_summer" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/06/alexey_popgrebsky-how_i_ended_this_summer.jpg" alt="alexey_popgrebsky-how_i_ended_this_summer" width="300" height="162" /></a>Alla fine degli anni Sessanta, la Mostra del Cinema di Pesaro, ancora giovanissima anagraficamente – fu fondata nel 1965 da Lino Micciché e Bruno Torri – era già un luogo d’elezione per i cinefili (e i cineasti) più accaniti. Non a caso tra i suoi frequentatori più appassionati c’erano due persone che rispondono al nome di Bernardo Bertolucci e Jack Nicholson. Quest’ultimo, in un’intervista a ‘Repubblica’ del 2008, raccontava infatti “Abbiamo iniziato entrambi giovanissimi, due topi da festival, ci vedevamo a Pesaro”; mentre il primo, all’epoca, era uno dei grandi protagonisti di una stagione felice del cinema italiano, anche grazie all’amicizia e al sodalizio creativo con Gianni Amico.<br />
Diretta, dal 2000, da Giovanni Spagnoletti, a distanza di 45 anni la Mostra di Pesaro ha mantenuto la sua identità di manifestazione votata alla scoperta, di piattaforma da cui giovani registi e nuovi linguaggi prendono lo slancio verso il grande pubblico. Di festival in cui si può rinunciare ai lustrini e ai tappeti rossi ma non alla ricerca, alla cultura, alla curiosità e alla sperimentazione. E, nonostante l’età, la Mostra non ha perso la freschezza di festival giovane che propone uno sguardo inedito – “nuovo”, come vuole il suo nome – sui film nazionali e internazionali, e che invita lo spettatore a un viaggio nel cinema di oggi, per (pre)vedere quello di domani.<br />
Ideale filo rosso che collega le prime edizioni della Mostra a quella che si svolgerà dal 20 al 28 giugno 2010 è l’omaggio a Gianni Amico (che fu anche consulente del festival) e Bernardo Bertolucci; il regista de Il conformista sarà infatti a Pesaro per ricevere il Premio Pesaro Nuovo Cinema e rievocare, in compagnia del pubblico, un’epoca estremamente florida per il cinema italiano.</p>
<p><strong>CINEMA RUSSO CONTEMPORANEO</strong><br />
La selezione del cinema russo, in questa 46. edizione, fa la parte assoluta del leone, più di quanto mai in precedenza sia accaduto con le retrospettive nazionali. Nel 1980 la Mostra di Pesaro portò all’attenzione del pubblico la cinematografia russa grazie a un’imponente retrospettiva, realizzata grazie alla preziosa collaborazione di Giovanni Buttafava, rimasta a distanza di trent’anni un momento fondamentale di scoperta e comprensione della produzione dell’URSS per il grande schermo. Oggi una generazione di cineasti trenta-quarantenni si affaccia con successo ai grandi festival internazionali ottenendo ampi riconoscimenti ma, ancora, non sufficiente attenzione da parte dei distributori italiani. La retrospettiva sul “Cinema Russo Contemporaneo” sarà quindi l’occasione per scoprire una cinematografia incredibilmente vivace e innovativa che dal 2003 &#8211; anno in cui <em>Il ritorno</em> vinse il Leone d’Oro a Venezia e <em>Roads to Koktebel</em> fece conoscere il talento di Boris Khlebnikov e Aleksey Popogrebsky – a oggi ha prodotto decine di film capaci di riflettere una situazione politica del tutto mutata e di offrire uno sguardo inedito e illuminante su un paese geograficamente sterminato e caratterizzato, da un punto di vista sociale, da mille contraddizioni. Le stesse che hanno stimolato la creatività di un nutrito gruppo di giovani autori.<br />
La retrospettiva russa, composta da oltre venti lungometraggi, propone dunque le opere più significative prodotte nel nuovo millennio con un percorso che si snoda anche attraverso gli “Sguardi femminili” (in collaborazione con la Fondazione russa per la cultura e la Direzione dei programmi internazionali) portati da Larisa Sadilova, Renata Litvinova, Katiya Shagalova, Lidiya Bobrova, Marina Razbezhkina, Vera Storozheva. Oltre a quello, che arriva da “dentro lo schermo”, di Ksenia Rappoport, protagonista di <em>Yuri’s Day</em> di Kirill Serebrennikov ma anche giurata del festival. Un’altra traccia da seguire con attenzione è quella dell’Omaggio Koktebel, grazie al quale il pubblico potrà apprezzare la produzione completa (7 film fino a oggi) della società indipendente di cinema art-house fondata dal produttore Roman Borisevich con i due registi Boris Khlebnikov e Aleksey Popogrebsky. Quest’ultimo porterà in piazza il film trionfatore all’ultima Berlinale con l’Orso d’Argento per la coppia di attori protagonisti e quello per la direzione della fotografia: <em>How I Ended This Summer</em>.</p>
<p>Come di consueto, accanto ai lungometraggi sarà proposto un programma di video arte russa – curato da Antonio Geusa – e tre programmi dedicati a Cine Fantom, il movimento nato a Mosca nel 1986 (ancora all’alba della Perestrojka), come una sorta di samizdat non per la carta ma per lo schermo che dava voce, e immagini, al dissenso di artisti e filmmaker che cercavano strade espressive alternative fuori dai canoni del cinema ufficiale sovietico. La selezione di Cine Fantom – a cura del critico Olaf Möller &#8211; è totalmente inedita per l’Italia, e arriva a Pesaro per anticipare le celebrazioni del 25° anniversario della nascita del movimento.<br />
Infine un evento speciale: la proiezione notturna a Palazzo Gradari de <em>Il banchetto di Trimalcione</em>, opera glamour e piccante ispirata al <em>Satyricon</em> di Petronio e firmata dal collettivo AES + F.</p>
<p><strong><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/06/carlo_lizzani-l_oro_di_roma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1276" title="carlo_lizzani-l_oro_di_roma" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/06/carlo_lizzani-l_oro_di_roma.jpg" alt="carlo_lizzani-l_oro_di_roma" width="300" height="233" /></a>24. EVENTO SPECIALE – CARLO LIZZANI</strong><br />
Una retrospettiva completa, una lunga video-intervista inedita, un libro, una mostra fotografica, un convegno e un nuovo film in anteprima assoluta. Sono i ricchissimi contenuti del 24. Evento Speciale della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro – curato da Vito Zagarrio e organizzato insieme alla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale – che dal 20 al 28 giugno esplorerà il lungo percorso personale, politico, cinematografico e culturale di Carlo Lizzani, tra i registi italiani che meglio hanno saputo raccontare il nostro Paese.<br />
La 46. edizione della Mostra proporrà la filmografia integrale del regista che esordì con Achtung banditi! nel 1951 e che da allora, con circa 60 tra film di finzione, documentari e opere per la televisione, ha offerto un significativo spaccato dell’Italia, dall’era del fascismo a quella, odierna, del piccolo schermo. Alcuni film, tra cui <em>La vita agra</em>, che sarà proiettato in Piazza del Popolo, saranno presentati al pubblico nella versione restaurata dalla Cineteca Nazionale.<br />
Il cineasta ha realizzato, appositamente per il Festival di Pesaro, il film di montaggio <em>Il mio Novecento</em>, con cui ripercorre, attraverso i suoi stessi film, la storia politica, sociale e cinematografica del secolo scorso. Contemporaneamente testimone e protagonista dei cambiamenti che hanno segnato l’Italia, Lizzani propone così una straordinaria rilettura meta-cinematografica del ricco repertorio di temi, generi e modelli produttivi con cui ha raccontato la storia del Paese.<br />
Accanto al nuovo film del regista sarà presentato poi <em>Il cineasta multitasking. Carlo Lizzani, cinema e altro</em>, una lunga video-intervista per la regia di Vito Zagarrio (la cui trascrizione è contenuta nel volume “Carlo Lizzani. Un lungo viaggio nel cinema”), che ricostruisce il suo percorso politico e culturale e affronta il tema del suo essere “eclettico”, che ha provocato, a volte, un pregiudizio della critica.<br />
Inoltre, Lizzani è stato ed è un intellettuale a tutto campo, protagonista nei più diversi settori cinematografici: ha diretto la Mostra di Venezia in anni cruciali, ha svolto attività di critico e di storico del cinema (da collaboratore di &#8220;Cinema&#8221; alla sua “Storia del cinema italiano”, ai volumi di saggi e memorie editi da “Bianco &amp; Nero”, Marsilio ed Einaudi), e ha partecipato attivamente alla politica cinematografica (è stato anche per alcuni anni presidente dell&#8217;Anac).<br />
A completamento della retrospettiva sarà pubblicato un libro monografico (Marsilio), mentre domenica 27 giugno è in programma una tavola rotonda sulla vita e l’opera del regista.</p>
<p><strong>CONCORSO E CINEMA IN PIAZZA</strong><br />
Sono sei i film in competizione, in questa 46. edizione, nel Concorso Pesaro Nuovo Cinema – Premio Lino Miccichè, la sezione competitiva (al vincitore 6.000 Euro) istituita sei anni fa. Una selezione rappresentativa di luoghi del mondo – geograficamente e cinematograficamente &#8211; agli antipodi tra loro, come Messico e Giappone, Argentina e Corea del Sud, o ancora Russia e Germania.<br />
Fresco di partecipazione al Festival di Berlino, il tedesco <em>The Robber</em>, di Benjamin Heisenberg è un thriller adrenalinico che racconta la storia (vera) del ladro maratoneta Pump Gun Ronnie, mentre l’opera prima del messicano Alejandro Gerber <em>Bicecci Vaho</em> è un ritratto sociale di un angolo dimenticato di Città del Messico visto attraverso gli occhi di tre ragazzini. Sono esordienti anche il sud-coreano Jang Kun-jae, che con il suo <em>Eighteen</em> ha vinto il Vancouver International Film Festival, e l’argentina Clara Picasso, che con <em>El pasante</em> ha raccontato una storia in bilico tra mistero e sentimento ambientata all’interno di un hotel. La Russia è presente in concorso con il film <em>Oxygen</em>, opera sperimentale che fonde la musica pop con il linguaggio teatrale e il videoclip; mentre dal Giappone arriva il biopic sul Manga Artist Abe Shinichi dal titolo <em>Miyoko</em>, un’opera talmente licenziosa da essere catalogata, su alcuni siti giapponesi, come un soft porno.<br />
I sei film saranno giudicati da una giuria composta dal giornalista e critico cinematografico Enrico Magrelli, dal regista Marco Risi e dall’attrice Ksenia Rappoport, protagonista anche di un film della retrospettiva russa che sarà proposto in Piazza (<em>Yuri’s Day</em> di Kirill Serebrennikov).<br />
Il Cinema in Piazza proporrà una selezione dei titoli presenti nelle sezioni principali del festival adatti per un pubblico meno specializzato ma altrettanto curioso.<br />
Tra le anteprime italiane saranno proiettate a Piazza del Popolo (storico centro della vita civile pesarese) <em>Yuri’s Day </em>di Kirill Serebrennikov e <em>The Robber</em> di Benjamin Heisenberg.</p>
<p><strong><a href="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/06/julia_balcha-budrus.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1277" title="julia_balcha-budrus" src="http://www.puntodisvista.net/wp-content/uploads/2010/06/julia_balcha-budrus.jpg" alt="julia_balcha-budrus" width="300" height="188" /></a>BANDE À PART</strong><br />
La sezione non competitiva Band à Part propone quest’anno titoli all’insegna della sperimentazione, dell’impegno sociale e dell’analisi politica. Il documentario (già di culto) <em>Budrus </em>di Julia Balcha, presentato con successo al Sundance, al London International Film Festival e a Dubai, evoca l’emozionante storia di Ayed Morrar, il leader della comunità locale del villaggio che dà il titolo al film, che ha compiuto il miracolo di mettere insieme palestinesi di tutte le fazioni e israeliani nella missione<br />
di salvare la cittadina dalla devastazione che sarebbe derivata dalla costruzione della Barriera di Separazione Israeliana. Insieme alla figlia 15enne, Morrar ha dato vita a un movimento che sta assumendo un’importanza sempre maggiore nei Territori Palestinesi Occupati. Tilda Swinton, protagonista di Cycling the Frame e The Invisible Frame, ci accompagna in due viaggi in bicicletta – fatti a distanza di circa 20 anni l’uno dall’altro &#8211; lungo i territori poco conosciuti che costeggiano quello che era il Muro di Berlino, per la regia di Cynthia Beatt, mentre Jean-Gabriel Périot monta sulle note di “This is Not a Love Song” le immagini di repertorio di vari pestaggi di civili ad opera della polizia con L’art délicat de la matraque.</p>
<p>Nella “Bande à Part” ci sono poi due italiani: Daniele Vicari e Andrea De Sica (nipote di Vittorio), autori di <em>Foschia Pesci Africa Sonno Nausea Fantasia</em>, ispirato alle sei parole del celebre brano di Paolo Conte associate alle storie di sei ragazzi liguri alle prese con la precarietà e le incertezze della vita. I linguaggi e i meccanismi narrativi più insoliti e innovativi si ritrovano poi in film come <em>Symbol</em> di Hitoshi Matsumoto, dal tono comico, surreale e inquietante, su un uomo che si risveglia in una stanza bianca vestito da clown; nel “musical silenzioso” di Pablo Stoll <em>Hiroshima</em> e nella raccolta di corti su un viandante invisibile <em>The Travelogues</em> di Dustin Thompson.<br />
E poi ancora il regista lituano Sharunas Bartas con <em>Eastern Drift</em>, tra sentimenti forti e mafia russa, Daniel Schmid – <em>Le chat qui pense</em> degli svizzeri Pascal Hoffman e Benny Jaberg, in cui prende vita, tra realtà e finzione, il mondo poetico di Schmid, e il coreano <em>I Came from Busan</em>, il cui regista Jeon Soo-il ha vinto, con tutti i suoi film, premi nei maggiori festival internazionali.</p>
<p><strong>LA SIGLA DI PAOLO GIOLI</strong><br />
Dopo il ricco e articolato omaggio che la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro ha dedicato, lo scorso anno, al fotografo, filmmaker e sperimentatore visuale Paolo Gioli, l’artista ha regalato al festival la sigla della sua 46/a edizione. Un video della durata di un minuto in cui Gioli condensa alcune delle immagini più significative di molte sue opere, tra cui <em>Traumatografo</em> e <em>Hilarisdoppio</em>, sulla falsariga della grande retrospettiva di questa edizione sul cinema russo contemporaneo.<br />
<strong><br />
IN RICORDO DI LINO MICCICHÈ</strong><br />
Al fondatore della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, scomparso nel 2004, il festival dedica un volume edito da Marsilio dal titolo “Patrie visioni – Saggi sul cinema italiano 1930-1980) a cura di Giorgio Tinazzi e Bruno Torri in cui, attraverso i saggi di Lino Miccichè, si ripercorre mezzo secolo di cinema italiano. L’iniziativa è promossa insieme al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e la 25a Settimana Internazionale della Critica (1-11 settembre 2010).</p>
<p><strong>PREMIO AMNESTY ITALIA 2010</strong><br />
Istituito nel 2007, il Premio Amnesty Italia 2010 – Cinema e Diritti Umani segnalerà anche quest’anno il film che meglio avrà saputo coniugare i molteplici temi relativi ai diritti umani. A sceglierlo (tra i titoli presentati nelle sezioni Pesaro Nuovo Cinema, Bande à Part, Cinema russo contemporaneo) sarà la Giuria composta da Riccardo Noury, Daniele Vicari, Isabella Aguilar, Alberto Negri e Serafino Murri.</p>
<p><strong>DOPOFESTIVAL</strong><br />
Giunto alla quarta edizione, il Dopofestival torna a proporre (come sempre Around Midnight, nel cortile di Palazzo Gradari) i nomi più interessanti della videoarte contemporanea, stavolta al “ritmo dell’immagine”, con un’indagine sulle forme, i linguaggi e le declinazioni del videoclip.</p>
<p><strong>NUOVE PROPOSTE VIDEO &amp; L’ATTIMO FUGGENTE</strong><br />
Internazionale, ma anche radicata nel territorio: la Mostra di Pesaro rivolge tutti gli anni un’attenzione speciale agli autori delle Marche presentando e patrocinando le molteplici iniziative dell’Accademia delle Belle Arti di Urbino, del LEMS (Laboratorio Musica Elettronica del Conservatorio G. Rossini) e del Liceo artistico/Scuola del libro di Urbino (sezione cinema d’animazione). Con l’Attimo Fuggente tutti i filmmaker provenienti dalle scuole elementari, medie, superiori e dalle Università della Regione sono chiamati a realizzare un cortometraggio a tema libero, della durata massima di 3 minuti: il lavoro vincitore verrà proiettato nella serata conclusiva del Festival.</p>
<p><strong>PESARO A ROMA</strong><br />
Per il settimo anno consecutivo, all’interno della manifestazione “I grandi festival” nell’arena di Piazza Vittorio a Roma, in collaborazione con ANEC Lazio, si terrà “Pesaro a Roma” (1-4 luglio 2010) che comprenderà una selezione esaustiva delle varie sezioni del Festival insieme a diversi eventi speciali in presenza dei registi e degli attori dei film.</p>
<p><strong>AVANFESTIVAL</strong><br />
Come un “assaggio” cinematografico che animerà Piazza del Popolo il giorno prima dell’inaugurazione ufficiale della Mostra, il pubblico pesarese (e non) potrà assistere alla proiezione di <em>Valentina Postika in attesa di partire</em> di Caterina Carone, Miglior Documentario all’ultimo Festival di Torino e di <em>Mostar, Storia della città divisa</em> di Predrag Delibasic.</p>
<p>PESARO ONLINE<br />
In collaborazione con Close-up tv, ogni giorno sarà possibile vivere online l’edizione 2010: contributi video con interviste agli autori ospiti del Festival, trailer dei film presentati. Il tutto aggiornato in tempo reale oltre che sul sito della manifestazione anche sul canale di Youtube.</p>
<p>Punto di Svista 06/2010</p>
<p><span class="blubold"><br />IMMAGINI</span><br />
1 Frame dal film <em>How I Ended This Summer</em> di Aleksey Popogrebsky<br />
2 Frame dal film <em>L&#8217;oro di Roma</em> di Carlo Lizzani<br />
3 Frame dal film <em>Budrus</em> di Julia Balcha</p>
<p><span class="blubold">INFORMAZIONI</span><br />
Dal 20 al 28 giugno 2010 / Pesaro a Roma: dall’1 al 4 luglio 2010<br />
Via Emilio Fà di Bruno 67, Roma / Telefono: 064456643 / 06491156 / info@pesarofilmfest.it<br />
Direzione artistica: Giovanni Spagnolettii / Direzione organizzativa: Pedro Armocida / 24° Evento Speciale a cura di Vito Zagarrio / Il cinema russo contemporaneo: Giulia Marcucci, Olaf Möller, Alena Shumakova Olga Strada, Barbara Wurm / Comitato Scientifico: Bruno Torri (presidente) Adriano Aprà, Pedro Armocida, Pierpaolo Loffreda, Giovanni Spagnoletti, Vito Zagarrio</p>
<p><span class="blubold">LINK</span><br />
<a href="http://www.pesarofilmfest.it/" target="_blank">Pesaro Film Fest – Il sito (il programma completo e aggiornamenti giornalieri)</a></p>


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