Si conclude l’esperienza della rivista Punto di Svista – Arti Visive in Italia

Non è mai facile chiudere un’avventura ideata, curata e gestita per anni in modo collettivo e soprattutto nata per essere lo strumento principale per comunicare il senso di principi e valori culturali condivisi. Il tempo, però, può cambiare tutto, può contribuire a mutare scenari e situazioni e non si può far altro che prenderne atto.

Così, dopo oltre nove anni di attività intensa e molto impegnativa chiude i battenti la testata giornalistica Punto di Svista – Arti Visive in Italia.  È stata una scelta difficile ma per molti versi necessaria e appropriata.

Nel 2009, quando l’Associazione decise di fondare la testata giornalistica si percepiva l’urgenza di intervenire direttamente sui processi della politica culturale della nostra città (Roma) ma anche del Paese. In tal senso, la nostra rivista ha monitorato in maniera approfondita mostre e iniziative espositive su tutto il territorio nazionale, ha portato avanti inchieste sullo stato della fotografia a Milano e a Roma, è intervenuta con notevole forza su numerose questioni relative alla politica culturale artistica e fotografica comunicando sempre con assoluta chiarezza il proprio pensiero e mettendo in campo sempre e comunque le proprie posizioni.

L’abbiamo fatto perché credevamo in una visione della pratica artistica e culturale estranea alla logica delle “amicizie”, dei “giochetti di potere” e delle “clientele politiche” (aspetto in cui crediamo ancora oggi, naturalmente) e l’abbiamo fatto senza timori reverenziali nei riguardi di singoli (potenti), enti e istituzioni pubbliche a private. Enormi sono state le energie che la testata giornalistica e l’associazione intera hanno profuso per portare a compimento l’obiettivo culturale che era stato prefissato, e in diversi casi gli esiti ottenuti sono stati interessanti.

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Giunti al 2018 abbiamo, però, avvertito la sensazione di un’esperienza che era arrivata alla sua naturale conclusione, come tutte le cose della vita, e al contempo abbiamo sentito l’esigenza di rilanciare l’attività dell’Associazione concentrando i nostri sforzi su progetti di pura ricerca, su iniziative espositive connesse ai nostri studi e su esperienze editoriali a essi legati. Sarà una nuova fase più teorico/creativa che, comunque, si svilupperà artisticamente rispettando i principi di politica della cultura alla base della fondazione della testata giornalistica e dell’Associazione tutta.

In qualità di membri del Comitato Direttivo dell’Associazione Culturale Punto di Svista cogliamo così l’occasione per ringraziare tutti coloro i quali in questi anni ci hanno supportato: tutti i soci, tutti i redattori e i collaboratori che si sono avvicendati e che hanno dato il loro prezioso contributo alla vita della rivista.

Un ringraziamento particolare va, senza ombra di dubbio, al direttore responsabile Orith Youdovich, perno vitale (nonché fondatrice) della rivista che ha svolto sempre un ruolo propulsivo importantissimo, con estrema precisione, dedizione e professionalità, e ha guidato la testata giornalistica con mano sicura,  grande serietà ed anche inventiva.

L’enorme patrimonio accumulato, costituito da centinaia di articoli, approfondimenti e analisi teoriche non andrà comunque disperso poiché sarà trasferito in gran parte, e dunque consultabile, sulla rivista “sorella” Cultframe – Arti Visive che continuerà regolarmente le pubblicazioni.

Quella di Punto di Svista – Arti Visive in Italia è stata un’esperienza bellissima, emozionante perché realmente condivisa e sentita da tutti i partecipanti.
Ora, altre sfide sono all’orizzonte. Punto di Svista rinasce con nuovi progetti di cui daremo conto sul sito dell’Associazione e sui social network.

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

Punto di Svista 01/2018

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