Banat (Il viaggio). Un film di Adriano Valerio

Adriano ValerioIl Banat è una fertile regione della Romania dove Ivo (Edoardo Gabbriellini), giovane agronomo barese, migra per trovare lavoro. Ben presto, sarà raggiunto da Clara (Elena Radonicich), conosciuta, per caso, il giorno prima della partenza: la ragazza è  stata licenziata, ha lasciato il fidanzato ed aspetta un bambino. Ivo e Clara sono i protagonisti di Banat, opera prima di Adriano Valerio, milanese di nascita ma parigino d’elezione.

Il regista, che ha lasciato l’Italia da molti anni per vivere e lavorare in diversi paesi, conosce bene – probabilmente –  il senso di disorientamento conseguente al distacco dalle proprie radici. Già nel corto pluripremiato 37°4S aveva raccontato il rapporto conflittuale che si ha con la propria terra, realizzando, più o meno consapevolmente, una specie di prologo di Banat. Straniamento e spaesamento sono, dunque, gli stati d’animo che Valerio intende indagare, attraverso l’incontro di due esseri umani soli e in cerca di identità.

I modelli dichiarati del regista sono autori nord europei come Kaurismaki e Dagur Kari, capaci di far emergere, tra le trame del dramma, anche momenti di humour e di comicità surreale. In verità, il discorso sulla condizione esistenziale di chi è sospeso tra due mondi resta, a tratti, in superficie e anche l’ironia stenta a decollare. Ad un certo punto, prevale il versante “sentimentale” e il film si trasforma in una comune storia d’amore, con tanto di canzone “Se t’amo t’amo” di Rosanna Fratello.

Belle e inattese, invece, le sequenze in cui Valerio, citando Eluard (“Ho la bellezza facile”), decide di “aprire delle finestre” su volti di personaggi anonimi, come una famiglia indiana di Bari o dei contadini romeni.

Il regista ha dichiarato di arrabbiarsi molto quando, al cinema, viene data due volte la stessa informazione: il suo film, invece, ha un andamento ellittico, viene detto poco e, poi, ci si sposta “altrove”. Paesaggi e personaggi sono osservati con lentezza ma, improvvisamente, possono irrompere , sullo schermo, video o inserti “pop”.

In pratica, in alcune situazioni, Valerio ha il coraggio di osare e di sperimentare un linguaggio personale mentre, in altre, opta per soluzioni più prevedibili e rassicuranti. Proprio come i suoi personaggi, il regista appare diviso tra due possibilità, due stili, due personalità: si tratta di creare un equilibrio, una sintesi, per approdare ad un’idea di cinema matura e consapevole. I presupposti non mancano…

Punto di Svista 09/2015 – 04/2016
(Per gentile concessione di CineCriticaWeb – SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)

 

TRAMA
Ivo è agronomo e la mancanza di opportunità lo spinge ad accettare un lavoro nel Banat, una fertile regione della Romania. Clara è appena uscita da una relazione e sta per perdere il lavoro al porto di Bari. Ivo e Clara si incontrano per caso e sembrano capirsi subito. Passano una sola notte assieme prima che Ivo parta, ma questo basta per creare un legame e lasciar loro il desiderio di rincontrarsi. Quando Clara gli fa visita in Romania, i due si innamorano. Ma davvero questo esilio è l’unica strada per la felicità?


CREDITI

Titolo: Banat (Il viaggio) / Regia: Adriano Valerio / Sceneggiatura: Adriano Valerio, Ezio Abbate / Fotografia: Jonathan Ricquebourg / Montaggio: Catalin Cristutiu / Musica: Assen Avramov / Scenografia: Adrian Cristea, Maria Teresa Padula / Interpreti: Edoardo Gabriellini, Elena Radonicich, Ovanes Torosyan, Piera Degli Esposti, Stefan Velniciuc / Produzione: Kt Film and Media, Parada Film, Ars Digital / Distribuzione: Momento Film / Paese: Bulgaria, Italia, Macedonia, Romania, 2015 / Durata: 82 minuti

SUL WEB
Filmografia di Adriano Valerio
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Il sito
Movimento Film

 

Mariella Cruciani Vedi tutti gli articoli

Mariella Cruciani è giornalista e critica cinematografica, collabora con Cinecritica (periodico del SNCCI) ed è redattrice di CineCriticaWeb. Scrive anche su Punto di Svista - Arti Visive in Italia. E’ direttrice responsabile di www.officinadellastoria.info, per la quale cura la sezione “cinema e storia”. Tra le sue pubblicazioni più recenti: l’e-book “Il cinema di Moretti” , Sette Città (2013), un saggio per il volume curato da S. Toffetti “Morale e bellezza. Marco Bellocchio”, Istituto Luce Cinecittà (2014).