Your Silent Face. Mostra di Luca Andreoni e Zhou Siwei a Milano

© Luca Andreoni. Inferno 1911, A0003454, 2014. Fine art Inkjet print su carta cotone, 80x60 cm.   Courtesy Viasaterna

© Luca Andreoni. Inferno 1911, A0003454, 2014. Fine art Inkjet print su carta cotone, cm 80×60. Courtesy Viasaterna

La materia appare quando la nebbia si dissolve, poi torna e forma una nuova evanescente barriera tra il celato e il visibile. Il gesto ripetuto si rivolge a noi muto e il colore risultante dalle sovrapposizioni di strati richiama a un senso di indefinito che ci fa vacillare. Your Silent Face, la mostra di Luca Andreoni e Zhou Siwei ospitata alla galleria Viasaterna di Milano, introduce a due modi di guardare un silenzio che per certi versi sembra incomunicabile. Due punti di vista in dialogo: la montagna ritratta da Andreoni e il segno in costante progressione di senso di Siwei. Ed è un silenzio dello sguardo quello che appare, induce a soffermarsi su un’idea di assoluto, di enigma, di sospensione pur rimanendo saldo nella realtà. Forme nascoste, velate, che si lasciano intravvedere quasi volessero spingere al loro interno lo spettatore che deve essere abbastanza curioso per arrivare al cuore, abbastanza coraggioso per superare l’impervio, come lo sono quegli omini minuscoli che si fatica a individuare abbarbicati sulla parete rocciosa di una delle montagne ritratte.

Inferno 1911, la serie di fotografie presentata da Luca Andreoni, prende spunto dal soggetto di un kolossal cinematografico degli inizi del Novecento “L’Inferno” (la pellicola è documentata da una piccola immagine anch’essa in mostra, la galleria la proporrà in visione a gennaio) girato sui monti delle Grigne, quinta perfetta a far da scenario per la storia dantesca. E forse è questo uno dei sensi che l’autore vuole farci scoprire: salire faticosamente in mezzo ai vapori per rivelare che tutto, alla fine, viene ricondotto a una silenziosa scalata verso una vetta mai raggiunta eppure sempre fortemente agognata. Lungo il cammino tutto è incerto, impervio, nascosto e l’osservatore scopre di non avere alcuna certezza di arrivare, soltanto la materia incontrovertibile di cui è composta la roccia è reale. Tuttavia essa appare come un volto silenzioso, di pietra.

© Luca Andreoni. Inferno 1911, A0003405_3378, 2014. Fine art inkjet print su carta cotone, 130x80 cm. Courtesy Viasaterna

© Luca Andreoni. Inferno 1911, A0003405_3378, 2014. Fine art inkjet print su carta cotone, cm 130×80. Courtesy Viasaterna

Le opere quasi monocromatiche, eteree, di Andreoni dialogano con quelle dai colori accesi di Zhou Siwei. A una prima impressione può sembrare che non abbiano nulla a che vedere le une con le altre, in realtà ci mostrano uno scontro quasi titanico fra civiltà visuali. Il mondo naturale e fascinoso di luoghi così maestosi da avere l’impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di irreale dove il velo della nebbia impone allo spettatore di osservare bene, osservare oltre, da un lato e quello contemporaneo dei segni che possono apparire se per osservare ci affidiamo alla riproduzione della realtà vista attraverso un dispositivo con un sensore in grado di riprendere eventi molto in dettaglio, dall’altro. Il dettaglio però scompare quando Siwei, agendo sulla messa a fuoco di tale dispositivo, crea anche qui una “barriera” tra il celato e il visibile che mette in risalto segni altrimenti non individuabili, che l’osservatore è stimolato a riconoscere.

© Zhou Siwei. Glass with frame 02, 2015. Color ink on paper, cm 57x76. Courtesy Aike Dellarco_Viasaterna

© Zhou Siwei. Glass with frame 02, 2015. Color ink on paper, cm 57×76. Courtesy Aike Dellarco_Viasaterna

Giovane artista cinese che nelle sue sperimentazioni utilizza anche la scultura, Zhou Siwei usa indifferentemente la pittura come la fotografia, mostrandoci così quanto il confine tra i linguaggi artistici sia ormai molto labile. Il loro incidere sull’opera è affidato più che altro all’idea che il mezzo esprima sì il senso ma che la sua genesi appartenga alla mente.

Entrambi gli autori esplorano l’indefinito che ci circonda pur rimanendo in contesti apparentemente molto differenti. La materia della vita non ha forma ma diverse sfaccettature. Questo appare particolarmente evidente nelle opere di Siwei che con il proprio lavoro mette lo spettatore nella condizione di utilizzare lo sguardo quasi come una mano che debba sollevare gli strati uno ad uno per raggiungere un centro non visibile all’esterno oppure che debba svolgere, come per l’asta We are walking in the forest. Stick (2012), una forma visiva avvolta su se stessa che mostra e nasconde al medesimo tempo (interessante modalità di proporre la fruizione di un’immagine). Andreoni viceversa evolve il proprio modo di intendere l’immagine fotografica verso un racconto visuale potente e onirico che parla attraverso un’affascinante velo compiendo il tentativo di mettere in comunicazione suprema l’individuo osservante con il soggetto dell’osservazione. Entrambi si interrogano su “come guardare le cose” e su come i differenti modi di farlo possano essere sorprendentemente vicini seppure gli anni che separano le esperienze e i chilometri che separano i luoghi siano molti.

© Zhou Siwei, CCD - Photo 02, 2013. Digital print and aluminium back, cm 62x100. Courtesy Urs Meile _ Viasaterna

© Zhou Siwei, CCD – Photo 02, 2013. Digital print and aluminium back, cm 62×100. Courtesy Urs Meile _Viasaterna

Abbiamo abbastanza coraggio per attraversare fino in fondo la durezza emozionante e viscerale del vivere? Ambedue gli autori indagano su alcuni elementi ineludibili dell’esperienza umana: le stratificazioni che ne formano il corpo; l’ambiguità che non rivela chiaramente l’essere; ciò che si cela nascondendosi allo sguardo; la scoperta rivelatrice e inaspettata di quel che si è celato allo sguardo stesso. Ciascuno di questi elementi vive ed è parte integrante di tale durezza, ci conduce in un doppio visivo in cui rappresentazione e reale, semplicità e astuzia, certezza e illusione si fronteggiano proiettandoci in quel silenzioso combattimento che qualche volta intraprendiamo per raggiungere l’assoluto.

© Punto di Svista 12/2015

INFORMAZIONI
Mostra: Luca Andreoni e Zhou Siwei – Your Silent Face / A cura di Fantom
Dal 16 dicembre 2015 all’11 marzo 2016
Galleria Viasaterna / via Leopardi 32, Milano / telefono 0236725278 / info@viasaterna.com
Orari: lunedì – venerdì 12.00 – 19.00 / La mattina e il sabato su appuntamento

SUL WEB
Il sito di Luca Andreoni
AIKE DELLARCO – La pagina di Zhou Siwei
La Galleria Viasaterna, Milano

Giovanna Gammarota Vedi tutti gli articoli

Giovanna Gammarota, fotografa, ha sviluppato negli anni diverse ricerche fotografiche legate al rapporto tra fotografia, cinema e letteratura e alla questione della memoria. Tra le sue ricerche: "Sopraluoghi in Lucania. Sulle tracce del Vangelo secondo Matteo di P.P. Pasolini", "A piccoli passi", "Di case e di alberi. Camminando con Beppe". È membro di Punto di Svista e redattore di Punto di Svista – Arti Visive in Italia e di Cultframe – Arti Visive.