Soap Opera. Un film di Alessandro Genovesi

Soap Opera“Soap opera” secondo quanto si legge nel dizionario Treccani è uno “spettacolo (…) prodotto in serie con un numero molto alto e non prestabilito di puntate a cadenza giornaliera, che raccontano le vicende per lo più sentimentali di un gruppo ristretto di personaggi, la cui composizione può mutare in funzione degli sviluppi, spesso clamorosi e improbabili, della trama”. Detto spettacolo si caratterizza, inoltre per “i bassi costi di produzione e la mediocre qualità delle riprese, quasi sempre in interni”.
Tale, puntuale, definizione già basterebbe a sintetizzare quello che potremmo definire il “senso” del film di Alessandro Genovesi; tuttavia cercheremo, invece, di andare oltre la semplice spiegazione del nome per cercare di comprendere quale sia l’ispirazione alla base di una simile (soap)opera.

In un condominio di una non ben precisata città, un gruppo di personaggi vive una serie di (dis)avventure durante i tre giorni che precedono il Capodanno. Amori, morti, tradimenti, segreti e svelamenti si alterneranno su e giù per le scale, consumandosi in quattro diversi appartamenti. Secondo i canoni di questo genere di rappresentazione i colpi di scena e la risoluzione dei drammi (o presunti tali) si avvieranno vero rapidi quanto inverosimili appianamenti e tutti i personaggi saranno coinvolti in un “intreccio” il cui dipanarsi dovrebbe suscitare commozione e risate.

Il proposito del regista era quindi quello di servirsi di certi elementi codificati per esprimerli alla loro iperbole e generare – almeno nelle intenzioni – un irresistibile effetto comico, trasportando inoltre la vicenda in un “contesto di realismo magico” (come Genovesi stesso ha dichiarato) che avrebbe dato alla pellicola anche una patina di immaginifica leggerezza. Peccato che gli intenti siano rimasti tali poiché Soap Opera si risolve in un confuso ammasso di situazioni al limite del ridicolo. Dialoghi imbarazzanti, battute fiacche, gag debolissime si affastellano, inquadratura dopo inquadratura, all’interno di ambienti posticci quasi quanto i personaggi che vi albergano.

Non vi è traccia di ironia, né di grottesco ma solo di un’ambizione velleitaria di voler costruire una commedia – e per giunta intelligente –  sullo scardinamento degli stilemi di un genere. Il risultato è deprimente e ulteriormente aggravato da un cast che, spaesato, si aggira tra le pagine di una sceneggiatura disordinata che vorrebbe trovare un ritmo comico e finisce, invece, per smarrirlo in triti clichè che hanno il sapore un po’ triste di una trovata  a buon mercato.
Anche l’atemporalità della vicenda (che si svolge in un microcosmo dove il contemporaneo convive con quell’estetica “vintage” che tanto va di moda) non fa che amplificare il senso di autentico straniamento di questo film che, alieno da un proprio significato, precipita in un baratro di assurdità.  A “sopravvivere” è il buon Ricky Memphis la cui carica di autentica simpatia rende il suo personaggio financo gradevole. Un po’ poco, però, per riuscire a salvare tutto il resto.

© Punto di Svista 10/2014

 

TRAMA
In una palazzina di città, sotto la neve di fine dicembre, un gruppo di strampalati inquilini vive vicende personali destinate ad intrecciarsi tra di loro. Mario e Gianni (proprietario dell’intero stabile) sono fratelli e vivono insieme; Francesco è un single ancora innamorato della sua ex che aspetta un figlio da un altro; Paolo, amico di Francesco, sta per diventare padre ma ha un “dubbio” che deve sciogliere per mettere a posto la sua vita; Alice è un’attrice di soap opera che ha un debole per gli uomini in divisa e Pietro è il recente vicino acquisito, subentrato nell’appartamento all’anziana madre da poco deceduta. Il suicido di quest’ultimo porterà scompiglio in tutto il palazzo e rimescolerà le carte della vita di ogni personaggio.


CREDITI

Titolo: Soap Opera / Regia: Alessandro Genovesi / Sceneggiatura: Federico Masiero / Montaggio: Claudio Di Mauro / Interpreti: Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Ricky Memphis, Elisa Sednaoui, Chiara Francini, Ale e Franz, Diego Abatantuono / Produzione: Colorado Film / Distribuzione: Medusa / Paese: Italia, 2014 / Durata: 87 minuti

LINK ESTERNI
Filmografia di Alessandro Genovesi
Festival Internazionale del Film di Roma – Il sito
Medusa

 

Eleonora Saracino Vedi tutti gli articoli

Eleonora Saracino, giornalista, critico cinematografico e membro del Sindacato Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), si è laureata in Storia e Critica del cinema con una tesi sul rapporto Letteratura & Cinema. Ha collaborato con Cinema.it e, attualmente, fa parte della redazione di CulfFrame Arti Visive e di CineCriticaWeb. Ha lavorato nell’industria cinematografica presso la Columbia Tri Star Pictures ed è stata caporedattore del mensile Matrix e della rivista Vox Roma. Autrice di saggi sul linguaggio cinematografico ha pubblicato, insieme a Daniel Montigiani, il libro “American Horror Story. Mitologia moderna dell'immaginario deforme” (Viola Editrice).