Aftermath. Changing Cultural Landscape. Tendenze della fotografia post–jugoslava 1991-2011

Aftermath – Changing Cultural Landscape, è una prima. Si tratta infatti dell’esposizione che si prefigge di dare un quadro per la prima volta geograficamente completo delle tendenze della fotografia d’impegno “civile” post-jugoslava nel periodo che va dal 1991 al 2011. Ci riferiamo naturalmente ad anni cruciali, seguenti la dissoluzione dell’entità politica e storica che, passando per diversi assetti istituzionali, amministrò il territorio della penisola balcanica occidentale nel corso del XX secolo.
Trentasei giovani autori per circa centosessanta immagini (ma con le “serie” sono di più) in rappresentanza dei sette stati risultanti dalla drammatica suddivisione di questa – a noi italiani vicinissima e confinante – macroregione europea: Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia.

Aftermath, Paesaggio culturale in cambiamento si concentra quindi sulla riflessione artistica intorno ai cambiamenti sociali che hanno segnato in modo così fatale l’intero territorio della ex Jugoslavia. La creatività si rivolge a vari effetti dei processi di transizione che hanno completamente e brutalmente cambiato la vita dell’individuo, siano essi le guerre sanguinose degli anni Novanta e le loro conseguenze dirette o indirette, le mutazioni economiche radicali con il loro forte impatto sul clima sociale oppure i nuovi valori sociali conseguenti. Al fine di esprimere le varie visioni critiche sull’attuale (e passato) stato d’animo, gli artisti, prendono in esame la realtà quotidiana per adattarla all’aspirazione artistica personale. Il punto di partenza principale delle opere esposte è la relazione tra il vecchio e il nuovo. L’acquisizione delle graduali mutazioni all’interno di uno spazio e di un tempo individuali e l’effetto delle ideologie sul più ampio paesaggio sociale e fisico. I racconti visuali d’impianto concettuale vanno oltre i principi del fotogiornalismo documentaristico e, a differenza del sensazionalismo dei mass media, si concentrano su eventi e situazioni – pur correnti – con un certo distacco.

Le reazioni a questi eventi degli artisti selezionati sono tutt’altro che neutrali; le loro posizioni sono meditate e critiche, sebbene i loro lavori non forniscano giudizi di valore definitivi, mentre introducono nel loro sguardo equidistanza e scetticismo nei riguardi di ragionamenti generalmente accetti. Il loro impegno principale si manifesta così nell’incoraggiare le attività intellettive dell’individuo, nella relativizzazione delle certezze stabilite e nella riconsiderazione della memoria storica collettiva. Tutto questo in una prima esposizione, collettiva e giovane, e, proprio per questi motivi, di fondamentale interesse, voluta dal Comune di Pordenone, in collaborazione con Photon – Centro per la fotografia contemporanea di Lubiana e il Centro di ricerca e archiviazione fotografica di Spilimbergo (PN).

La mostra è curata da Dejan Sluga, insieme a Miha Colner curatori alla Photon Association, Ljubljana (Slovenia), Sandra Vitaljić; professor for photography at the Academy of Dramatic Art, Zagreb (Croatia), Saša Janjić; curator at Remont, Belgrade (Serbia), Zoran Petrovski, senior curator of Muzej suvremene umjetnosti, Skopje (Macedonia), Branka Vujanović, curator of Colegium artisticum, Sarajevo (BiH), Mirjana Dabović Pejović, curator of the Art Museum of Montenegro, Cetinje (Montenegro), Albert Heta, artist and curator from Prishtina (Kosovo), mentre il progetto nel suo insieme verrà coordinato da Claudio Cattaruzza, Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone insieme a Walter Liva, Coordinatore CRAF (Centro di Ricerca ed Archiviazione della Fotografia), Spilimbergo, Denis Redic, direttore Photodays Rovigno, Katarina Sadowski,  Higher Vocational College for Photography. Sežana.e dal curatore scientifico Dejan Sluga.

Gli autori presenti: Domagoj Blažević Croatia / Andrej Derković Bosnia Herzegovina / Tomaž Gregoric Slovenia / Majilinda Hoxha Kosovo / Robert Jankuloski Macedonia / Genc Kadriu Kosovo / Amer Kapetanović Bosnia Herzegovina / Silvestar Kolbas Croatia / Srđan Kovacević Croatia / Borut Krajnc Slovenia / Goran Micevski Serbia / Duško Miljanić Montenegro / Bojan Mrđenović Croatia / Paula Muhr  Serbia / Oliver Musovik Macedonia / Vigan Nimani Kosovo / Ana Opalić Croatia / Lazar Pejović Montenegro / Darije Petković Croatia / Ivan Petrović Serbia / Marija Mojca Pungerčar Slovenia / Vojo Radonjić Montenegro / Jasenko Rasol Croatia / Bojan Salaj Slovenia / Mirjana Boba Stojadinović Serbia / Viktor Šekularac Serbia / Milena Zarić Serbia / Dejan Vekić Bosnia Herzegovina / Sandra Vitaljić Croatia / Borko Vukosav Croatia / Ivan Zupanc Serbia / Antonio Živkovic Slovenia

Punto di Svista 10/2012
(Dal comunicato stampa)

 

IMMAGINI
1 © Borut Krajnc (Slovenia). Stane Žagar Street, Kranj. From the series Emptiness, 2007
2 © Lazar Pejović (Montenegro). From the series Untitled, 2010
3 © Sandra Vitaljić (Croatia). Medački Džep. From the series Infertile Grounds, 2009
4 © Vigan Nimani (Kosovo). Untitled, 2008 ca

INFORMAZIONI
Aftermath – Changing Cultural Landscape – Tendenze della fotografia post-jugoslava, 1991-2011
Dal 27 ottobre 2011 al 20 gennaio 2013
Spazi espositivi comunali di via Bertossi, Pordenone / Telefono 0434.392916
Orario: martedì – sabato 15.00 – 19.00 / domenica 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00 / Ingresso libero