Diaz. Un film di Daniele Vicari

Bisognerebbe guardare indietro negli anni per trovare un film in cui forma e contenuto siano cosi mirabilmente vicini. E poi mai prima di Diaz, almeno in Italia, un lungometraggio apparentemente solo di denuncia è riuscito a tenere desta l’attenzione del pubblico non solo grazie a tutto quello che succede ma anche grazie a come quel “tutto” viene raccontato. In altre parole, Diaz il nuovo lavoro di Daniele Vicari, preme l’acceleratore su un formalismo di stampo rosselliniano. Tale operazione, però, è orchestrata intorno a una storia che richiede un approccio documentaristico per poter rimanere in equilibrio. E Vicari riesce mirabilmente a mantenere questo equilibrio senza tralasciare o sminuire alcun aspetto.

Diaz parte da una piattaforma d’eccezione. Una sceneggiatura di ferro che inquadra subito una serie di personaggi i cui destini saranno fondamentali per il racconto dell’ultimo giorno del G8 genovese del 2001, quando tutto sembrava finito con la tragica morte di Carlo Giuliani. Eppure, c’era qualcuno che tramava nell’ombra. E non erano i famigerati Black Block ma le frange irrequiete di una Polizia debole e piena di rancori. Per questo suo racconto “morale”, Diaz rispolvera le modalità espressive dei polizieschi italiani le quali vengono mescolate con quelle dei film catastrofici degli anni ’70. Nell’ambito di questa struttura vengono seguite le vicissitudini di un gruppo eterogeneo di persone che si muove parallelamente durante le giornate del G8.
“La più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale”, secondo Amnesty. Questa dichiarazione nel film di Vicari prende forma con precisione permettendo di rivelare punti inediti.  Se l’attacco del blindato al cancello della scuola Diaz non può che richiamare a chi scrive l’ingresso dei carri armati alla scuola Politecnica di Atene durante la dittatura dei colonnelli, i pestaggi, gli abusi, le urla, le violenze e le sadiche violazioni portano alla mente le terribili azioni delle dittature sudamericane.  Il tutto ricostruito con la logica, sicuramente meno astratta, ma altrettanto violenta, delle giornate del Salò pasoliniano.

Diaz è edificato con estrema cura attraverso un gioco di incastri e di frammenti che formano un puzzle che tiene nascosti alcuni suoi pezzi riuscendo così a creare un livello di ambiguità “reale” non tanto per quel che concerne l’esito della storia (per questo ci sono i documenti processuali e le testimonianze), quanto piuttosto per quel che riguarda le motivazioni dei suoi protagonisti, i quali sono interpreti di un film corale che con i suoi 130 attori, tutti importanti, riesce a portare le sue star (ma anche gli attori meno conosciuti)  al di là di ogni cliché, sia interpretativo che del genere a cui si ascrive.
Film politico, opera di denuncia, thriller o documentario?  Fa testo una dichiarazione dello stesso regista: “…la presa diretta sulla realtà è il mio modo costitutivo di considerare il cinema”.  E Diaz di Daniele Vicari ne è una formidabile prova.

© Punto di Svista 04/2012

 

TRAMA
Diaz si concentra sulla notte del 21 luglio 2001, quando alle ore 24:00, 400 poliziotti fecero irruzione nella scuola Diaz, massacrando i ragazzi che dormivano al suo interno. Tra i personaggi: una giovane anarchica tedesca che subisce alcune torture nella caserma di Bolzaneto, un giornalista che dopo la morte di Carlo Giuliani parte da Bologna verso Genova, una coppia che nella scuola Diaz aveva solo cercato un posto per dormire, un vecchio militante della Cgil, due anarchici francesi, e l’alto dirigente della Polizia che ordina la controversa operazione.


CREDITI

Titolo: Diaz ( – Don’t Clean Up This Blood) / Regia: Daniele Vicari / Sceneggiatura: Daniele Vicari, Laura Paulucci con la collaborazione di Alessandro Bandinelli ed Emanuele Scaringi / Fotografia: Gherardo Gossi / Montaggio: Benni Atria / Scenografia: Marta Maffucci / Musiche: Teho Teardo / Interpreti: Elio Germano, Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Alessandro Roja, Ralph Amossou, Renato Scarpa, Mattia Sbragia / Produzione: Fandango, Le Pacte, Mandragora Movies / Distribuzione: Fandango / Paese: Italia-Francia-Romania / Anno: 2012 / Durata: 127’

LINK
Sito ufficiale del film Diaz di Daniele Vicari
Filmografia di Daniele Vicari
Fandango