Nuotare tra le immagini. Retrospettiva Isaki Lacuesta. Festival dei Popoli. 52a Edizione. Firenze

Isaki Lacuesta ricerca e indaga, attraverso le immagini, gli spettri del cinema. Le inquadrature sono indizi preziosi per inseguire un mistero che non si svelerà mai, e che l’autore stesso desidera non svelare, ma inseguire, sempre. Un fotogramma dimenticato del pugile poeta Arthur Cravan, un primo piano silenzioso di Ava Gardner. Documentario, fiction, installazione si incastrano all’interno di questa operazione-gioco, concorrono attivamente alla ricerca.

Il Festival dei Popoli gli ha dedicato una retrospettiva, la prima in Italia, dal titolo Nuotare tra le immagini: titolo che evoca il cinema come flusso continuo. Lacuesta si muove in territori ibridi, costruisce mosaici intorno a una inquadratura-storia-molecola. Propone l’immagine come forma aperta, la interroga e, al contempo, chiede allo spettatore di interrogarla a sua volta. La retrospettiva abbraccia un arco di quasi dieci anni. Nel 2002 Lacuesta esordisce con Cravan vs Cravan. L’intento è documentare la storia di Arthur Cravan, possibile nipote di Oscar Wilde, poeta, pugile, pittore, esteta, protagonista della scena parigina nei primi del ‘900, poi a New York, infine scomparso misteriosamente nel Golfo del Messico. Frank Nicotra, pugile e poeta anch’egli, si mette sulle tracce di Cravan. Visita la sua vecchia casa, intervista persone che conoscono indirettamente la sua storia, evoca passi delle sue poesie. Isaki Lacuesta, gradualmente, fa aderire il percorso di Nicotra a quello di Cravan. Fotografie e filmati d’archivio lasciano presto il posto alla rivisitazione dei combattimenti di Cravan utilizzando volto e corpo di Nicotra. Le immagini sfumano l’una sull’altra, si attualizzano a vicenda. La verità della leggenda (alcuni ancora si chiedono se Arthur Cravan sia realmente esistito) viene ricercata tanto nella documentazione quanto nella finzione. In uno dei momenti più intensi del film, Frank Nicotra osserva alla moviola gli unici due fotogrammi di un filmato in cui appare Arthur Cravan. Il pugile è una sagoma scura, dai contorni indefiniti, che si china a parlare con una donna. Nicotra si chiede come sia possibile conoscere la storia di un uomo che esiste solo in un fotogramma.

Dopo Cravan vs Cravan, Lacuesta continua a sperimentare e studiare con le immagini, affiancando alla regia il lavoro di critico cinematografico e di docente universitario. I suoi cortometraggi, in un’alternanza continua di formati video (16 mm, 35 mm, Super8, MiniDV), propongono analisi e riflessioni su tecnologia e immagini computerizzate (l’utilizzo del microscopio, delle risonanze magnetiche, di Google Earth), dialogano con altri registi (Las variaciones Marker ri-monta immagini tratte dai film di Chris Marker; Rouch, un noir omaggia Jean Rouch). Dall’incontro con la regista giapponese Naomi Kawase nasce In Between Days. Lacuesta e Kawase si sono incrociati a un festival, ma hanno avuto poco tempo per conoscersi. Così, filmando luoghi, corpi, volti e parole, si sono inviati video-lettere, componendo una riflessione attenta sulla loro idea di cinema.

La noche que no acaba (2009), la notte che non finisce, vuole raccontare la storia del rapporto tra Ava Gardner e la Spagna, una storia contenuta tra due primi piani, tratti da Pandora (1951) e Harem (1986). In mezzo c’è il tempo, le avventure e le disavventure dell’attrice, la nascita del mito e gli amori, i toreri e il flamenco. Ava Gardner viene raccontata, tra gli altri, dal pianista Paco Miranda, da Lucia Bosé e dal direttore della fotografia Jack Cardiff. Le immagini d’archivio dei film, estrapolate dal loro contesto, entrano a far parte di un racconto diverso. Nel finale, Ava Gardner e Paco Miranda eseguono insieme Can’t help lovin’ dat man. Lei canta nel film Show Boat (1951), lui suona il pianoforte durante la video-intervista di Lacuesta: i due frammenti trovano nel montaggio (e nel dialogo) una nuova e inedita locazione temporale.

Nella presentazione di Nuotare tra le immagini, Isaki Lacuesta, intervistato da Daniele Dottorini, parla di una forma di conversazione particolare, per il suo cinema. Una conversazione che include lo spettatore come parte attiva. Un cinema di incontri con la letteratura, la musica, la pittura, la tecnologia e la scienza. Dall’incontro/collaborazione con il pittore Miquel Barceló, Isaki Lacuesta e Isa Campo, compagna e sceneggiatrice, sviluppano due film: El Cuaderno de Barro, sulle opere del pittore catalano, e Los Pasos Dobles (2011). Quest’ultimo parte da un racconto: la storia dello scrittore e pittore francese Francǫis Augiéras, autore di dipinti nascosti in un bunker militare, seppellito dalla sabbia del deserto. Augiéras, nel film, diventerà i disegni di Barceló, sarà l’ossessione di quattro personaggi in cerca del bunker, si trasformerà in un giovane africano, il quale vivrà le tappe della sua vita: da vagabondo a bandito, fino a terminare i suoi giorni da eremita. Il territorio africano vive attraverso i suoi segni e i colori di Barceló: amuleti, villaggi mimetizzati nelle colline, danze, riti, corpi. L’indagine, questa volta, procede per connessioni tra le tre parti del film e si conclude con un filmato d’archivio di Francǫis Augiéras, il quale, come Arthur Cravan, diventa altro, genera altre storie. Una continua evoluzione/esplorazione del (e nel) cinema per portarlo altrove, dando un significato valido alla parola ricerca. Le immagini non si svolgono su binari prestabiliti. Sono libere di aprire il senso.

© Punto di Svista 11/2011

 

FILMOGRAFIA SELEZIONATA
2002: Cravan vs Cravan
2006: La leyenda del tempo
2009: Los condenados
2010: La noche que no acaba
2011: Los pasos dobles

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Filmografia di Isaki Lacuesta
Festival dei Popoli, Firenze – Il sito