Sandwich digitale. La vita segreta dell’immagine fotografica. Un libro di Paolo Rosselli

Qual è la vera natura della fotografia? Lo scatto ha un’importanza centrale nella pratica fotografica, oppure no? Cosa determina la composizione dell’immagine? E in cosa consiste veramente la questione della scelta da parte del fotografo? Chi è realmente autore di un’opera visuale?
Si tratta di domande alle quali sembra molto semplice fornire una risposta. In realtà,  sono quesiti che nascondono delle notevoli insidie soprattutto se si intende uscire in maniera definitiva dal labirinto delle idee dominanti su questa disciplina. Il percorso, in tal senso, è arduo poiché bisogna avere la forza di sottrarsi alle sovrastrutture che governano una forma di espressione collocata nell’ambito di quei meccanismi del consumo di massa che vorrebbero relegare la fotografia nel ghetto rassicurante e vendibile del significato.
Prova a trasportare il ragionamento sulla “natura del fotografico” in un territorio più problematico Paolo Rosselli, autore che ha individuato nella rivoluzione (ma siamo proprio sicuri che sia tale? ) digitale la condizione per riscattare la fotografia dalla sua subalternità rispetto ad altri strumenti creativi. Il fotografo “ex allievo” di Ugo Mulas prova così a riedificare il concetto di fotografia basandosi su riflessioni collocate in un discorso teorico del tutto personale.

Il volume che racchiude il pensiero di Paolo Rosselli è intitolato Sandwich digitale. Sulla copertina è ben visibile il sottotitolo: La vita segreta dell’immagine fotografica. Si tratta di un modo, questo, di indirizzare il lettore verso la chiave di lettura più corretta del testo. Il libro è, infatti, uno studio che intende far emergere ciò che dell’immagine tecnologica non viene mai detto. Anzi, il più delle volte viene negato. Che la fotografia prima di essere rappresentazione del reale sia esperienza dello sguardo è un dato di fatto condivisibile, così come il fatto che la condizione creativa dell’autore sia caratterizzata più che dalla razionalità dell’intervento sulla realtà dall’inevitabile “stato di ipnosi” nel quale agisce chi fotografa. Sostiene Rosselli:

“Bisogna ammetterlo, in realtà si ama e si ricorda una fotografia per il grado di alterazione della realtà che contiene e non certo per la sua fedeltà a qualcosa, anche se ipocritamente si sostiene il contrario”.

Affermazione coraggiosa e sacrosanta che getta una nuova luce sulla cosiddetta azione demiurgica dell’autore, al quale si dà una responsabilità creativa quasi miracolosa. In verità, come spiega bene Rosselli, il mondo si autodetermina nell’esperienza del fotografo e si dispone casualmente nella porzione di reale catturata dal dispotivo ottico.

Rosselli, dunque, centra con una notevole precisione il cuore del “problema fotografia”, spazzando via tutti quei luoghi comuni che da sempre (o quasi) imperano sull’argomento.

L’aspetto che sinceramente ci sfugge di questa operazione di risistemazione teorica del “fare fotografia” riguarda il collegamento tra questa concezione e l’avvento del digitale. Perché limitare il ragionamento agli elementi puramente tecnologici? E perchè affermare, come fa Rosselli, che la “fotografia resta un’attività molto pratica”. Se è vero, che la fotografia è esperienza (e ancor di più esperienza nella percezione soggettiva) ci sembra ancor più logico sostenere come questa disciplina abbia ben poco di pratico e molto di psico/filosofico/onirico/poetico.

I fattori appena evidenziati, pur presenti ed ingombranti, lasciano comunque al lettore lo spazio per l’elaborazione di una sua visione individuale e tale elaborazione può oltretutto svilupparsi liberamente nell’esame diretto dei molti scatti pubblicati nel libro, opere che portano alla luce in modo limpido il percorso espressivo di Paolo Rosselli.

© Punto di Svista 11/2010


CREDITI

Titolo: Sandwich digitale – La vita segreta dell’immagine fotografica / Autore: Paolo Rosselli / Editore: Quodlibet / Collana: Quaderni Quodlibet / Pagine: 137 / Anno: 2009 / Prezzo: 25.00 euro / ISBN: 978-88-7462-285-6

INDICE DEL LIBRO
Breve storia della fotografia digitale / Clima / Sandwich digitale / Tokyo / Montaggi / La doppia vita del fotografo / Viaggio in cerca di un’autenticità / La fotografia del quotidiano / Dove è oggi il soggetto nella fotografia? Che sia scomparso? / Parigi vs Tokyo / Impressioni su Mexico City / Influenze africane / In India tempo fa / Tre mesi di apprendistato nello studio di Ugo Mulas / Nota sulle fotografie

LINK
Il sito di Paolo Rosselli
Quodlibet

 

Maurizio G. De Bonis Vedi tutti gli articoli

Maurizio G. De Bonis è critico delle arti visive, curatore e giornalista. È direttore responsabile di Cultframe – Arti Visive, direttore di CineCriticaWeb e responsabile della comunicazione del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Insegna Linguaggio Audiovisivo presso Officine Fotografiche Roma e l’Istituto Superiore di Fotografia. Ha pubblicato saggi sui rapporti tra cinema e fotografia (Postcart), sulla Shoah nelle arti visive (Onyx) e ha co-curato Cinema Israeliano Contemporaneo (Marsilio). È Vice Presidente di Punto di Svista - Associazione culturale.