Territori dell’immagine tra fotografia e cinema. Seminario a cura di Punto di Svista

Punto di Svista Associazione culturale e Mandeep Photography and Beyond presentano TERRITORI DELL’IMMAGINE TRA FOTOGRAFIA E CINEMA

Sabato 13, 27 febbraio e 13 marzo 2010 – Ore 19.00

Gli incontri, supportati da materiale audiovisivo, saranno condotti dal critico fotografico e cinematografico Maurizio G. De Bonis (direttore responsabile di CultFrame – Arti visive e presidente di Punto di Svista).
L’incontro del 27 febbraio 2010 sarà condotto in collaborazione con Orith Youdovich (fotografa e curatrice israeliana e direttore responsabile di Punto di Svista – Arti visive in Italia).

Sabato 13 febbraio 2010, ore 19.00

L’America nello sguardo di quattro artisti visuali. David Lynch, Gus Van Sant, William Eggleston, Stephen Shore

gus_van_sant-gerryTra cinema e fotografia, un percorso visionario negli strati più profondi della realtà americana. Registi come David Lynch e Gus Van Sant e fotografi come William Eggleston e Stephen Shore hanno saputo restituire allo spettatore contemporaneo l’essenza della loro società attraverso immagini simboliche ed evocative che evidenziavano lo straniamento visuale di un intero paese.
L’incontro prevede la comparazione dell’apparato estetico e dell’architettura poetica di quattro autori che hanno agito in territori contigui e che hanno saputo far emergere in modo preciso la natura sostanzialmente metaforica dei segni della terra americana. Il tutto grazie alla forza simbolica delle immagini.

LINK
CULTFRAME. Democratic Camera. Photography and Video 1961-2008. Mostra di William Eggleston
CULTFRAME. Paranoid Park. Un film di Gus Van Sant
CULTFRAME. Inland Empire. Un film di David Lynch

 

Sabato 27 febbraio 2010, ore 19.00

Segni, metafore e memoria nella fotografia israeliana contemporanea: Simcha Shirman, Gilad Ophir, Sharon Yaari, Adi Nes, Tal Shohat, Dalia Amotz

adi_ness-ultima_cenaNegli ultimi anni la letteratura e il cinema di Israele sono balzati agli onori della cronaca artistica grazie a scrittore come Abraham Yehoshua, Amos Oz, David Grossman e a film come Free Zone di Amos Gitai, Valzer con Bashir di Ari Folman, Lebanon di Samuel Maoz.
Cinema e letteratura hanno permesso a Israele di far conoscere la propria cultura al di là dell’immagine stereotipata diffusa dagli organi di informazione e dai mass media internazionali.
Anche il movimento fotografico israeliano sta negli ultimi anni proponendo un panorama di autori di primo livello, molti dei quali noti in Europa e negli Stati Uniti ma non in Italia.
I fotografi israeliani più significativi sono da anni ospiti delle più importanti biennali d’arte contemporanea mondiali ed espongono regolarmente in gallerie e musei prestigiosi in giro per il mondo.
Attraverso l’analisi delle opere dei più significativi artisti di Israele si cercherà di delineare una sorprendente poetica dal forte impatto espressivo e di assoluta modernità, molto lontana dai luoghi comuni che di solito accompagnano l’immaginario internazionale. Poesia visuale, società, segni di una terra complessa, memoria, sguardo autocritico in un contesto di una vivacità rara nel panorama internazionale.

LINK
CULTFRAME. Adi Nes. Catalogo del Tel Aviv Museum of Art
CULTFRAME. corpo è il pensiero. Ritratti, autoritratti e nudi femminili. Mostra di Simcha Shirman a cura di Maurizio G. De Bonis
CULTFRAME. Fotografia Israeliana Contemporanea. Un libro a cura di Orith Youdovich
CULTFRAME. Fotografia Israeliana Contemporanea a cura di Orith Youdovich  in mostra al FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma 2005
CULTFRAME. L’immagine della memoria. La Shoah tra cinema e fotografia. Un libro di Maurizio G. De Bonis

 

Sabato 13 marzo 2010, ore 19.00

Andrej Tarkovskij. La questione della memoria tra cinema e fotografia

andrej_tarkovskij-lo_specchioLa creazione artistica come “luogo della memoria”, il percorso autoriale come ritrovamento e rivelazione di una verità interiore, la relazione sacra tra individuo e sfera dei sentimenti.
Andrej Tarkovskij ha elaborato questa complessa poetica tra gli anni sessanta e gli anni settanta in una condizione di estremo disagio che lo portò a una sorta di esilio dalla patria Russia.
Tale poetica si è sempre sviluppata in ambito cinematografico attraverso l’uso delle immagini, trovate più che cercate. Il suo cinema dunque è un percorso poetico visuale, una questione di ritmo della memoria e di ritmo interno alle stesse inquadrature da lui rintracciate. Proprio per tale motivo Andrej Tarkovskij può essere definito un filoso delle immagini, anche per quel che riguarda la sua pur ristretta produzione fotografica, costituita da “polaroid familiari”, prima custodite dal figlio, poi pubblicate in Italia in un prezioso volume.
Emerge dall’analisi della sua opera complessiva una volontà di esprimersi attraverso il valore dell’inquadratura e la forza altra dello sguardo rivelatore di un mondo personale all’interno del quale tutti possono trovare il loro spazio di azione.

L’incontro organizzato da Punto di Svista intende ripercorrere il filo della sua creatività, proprio attraverso le visioni tarkovskijane, tra cinema e fotografia, grazie all’analisi di sequenze di suoi film accostate alle fotografie scattate nella sua esistenza privata.

LINK
CULTFRAME. Visioni, apparizioni, interni, scorci. Luce istantanea. Un libro fotografico di Andrej Tarkovskij

GLI INCONTRI AVRANNO LUOGO
Sabato 13, 27 febbraio e 13 marzo 2010 alle ore 19.00
Presso MANDEEP Photography and Beyond
Viale dello Scalo san Lorenzo, 55. Roma
Telefono: 06.43419054

INGRESSO LIBERO

INFORMAZIONI
Associazione culturale Punto di Svista – puntodisvista@gmail.com
Mandeep Photography and beyond
www.mandeep.itinfo@mandeep.it

IMMAGINI
1 Frame dal film Gerry di Gus Van Sant
2 Adi Nes. L’ultima cena
3 Frame dal film Lo specchio di Andrej Tarkovskij

 

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