2 commenti


claudio

15 marzo 2010

eh sì, ben detto. sono ‘colpevole’ d’aver potuto recensire il film e di non averlo voluto fare proprio per la fatica di dover stigmatizzare, ancora una volta, la mano troppo lieve, la confezione niente affatto accurata bensì uniformata a un medio-basso standard televisivo, e i caratteri disegnati con l’accetta per strizzare l’occhio al publbico. resta la sensazione che il personaggio di Scamarcio, introverso che abdica alla vita, anche a quella amorosa gay, in favore della scrittura sarebbe potuto essere interessante.. ma in un ben altro film!


Gianna

16 marzo 2010

Spero che Ozpetek smetta una volta per tutte di fare cinema per passare definitivamente a “lucrose” fiction…

Lascia un commento